La Nuova Sardegna

Sassari

Centro intermodale: sì dalla Regione

di Vannalisa Manca
Centro intermodale: sì dalla Regione

Sarà il Comune di Sassari, che subentra all’Arst, a gestire l’appalto per la costruzione della struttura di via XXV Aprile

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SASSARI. Centro intermodale di via XXV Aprile: dalla Regione arrivano notizie concrete. La delega per la gestione dell’appalto e la conseguente esecuzione dei lavori per la realizzazione dell’importante struttura passa al Comune di Sassari che subentra all’Arst. Ci sono voluti cinque anni, ma finalmente questo fondamentale atto burocratico è stato deliberato (all’unanimità) dalla Quarta commissione della Regione.

In tempi brevi, quindi, questo “passaggio di consegne” dovrà essere votato dal consiglio regionale e successivamente sarà la prossima amministrazione comunale a gestire l’appalto.

Artefici del risultato sono soprattutto i consiglieri regionali del Sassarese e in particolare Salvatore Demontis, che ha portato in commissione (Ambiente, infrastrutture, mobilità) l’emendamento che sblocca la delega per la gestione dell’appalto. «Il Comune potrà finalmente avere la titolarità dell’intervento - dice Demontis -. Da assessore ai Lavori Pubblici ho sempre seguito questa pratica e sono soddisfatto per essere riuscito a definirla almeno da consigliere regionale. C’è stato un incredibile ritardo nell'esecuzione dei lavori del Centro intermodale, la vecchia amministrazione regionale non ci ascoltato, e la mancata presenza di una struttura di interscambio passeggeri ha comportato gravissimi disservizi all'area vasta della città di Sassari». A nulla erano valse le proteste dell’ex sindaco Gianfranco Ganau che a più riprese aveva stigmatizzato l’atteggiamento della Regione.

Ci sono 28 milioni e 772mila euro, che erano stati stanziati dall’assessorato regionale ai Trasporti attraverso fondi liberati del Por Sardegna 2000-2006, per la realizzazione dell’infrastruttura.

Alla gara d'appalto per l'esecuzione dei lavori effettuata nel 2007 ed eseguita dall'Arst a cui la Regione aveva affidato la realizzazione dell'opera, è seguita la stipula del contratto nel luglio del 2008 con l'impresa Adanti (poi Strabag spa). Il cantiere venne aperto nel 2009, ma subito i lavori furono sospesi perché la superficie destinata alla realizzazione della struttura è risultata soggetta a inquinamento da idrocarburi (qui sorgeva il vecchio gazometro, con i suoi depositi) e, pertanto, deve essere bonificata. Ma nulla è accaduto, anche se nel frattempo la Regione aveva anche stanziato tre milioni proprio per consentire le caratterizzazioni del terreno (il relativo piano esiste sin dal 2009) con successive bonifiche. Si sarebbe evitato - tra l’altro - che l'inquinamento continuasse a estendersi contaminando le aree adiacenti.

Alla chiusura del cantiere, inoltre, si era aperto un contenzioso da dodici milioni con l’impresa. Insomma, una serie di “intoppi” che Palazzo Ducale definiva sconcertanti e su ogni tavolo proponeva di subentrare all’Arst. «A nulla sono valsi - dice il consigliere regionale Demontis - gli innumerevoli solleciti, i numerosi accordi di programma, gli atti gestionali sottoscritti e i frequentissimi "viaggi della speranza" alla volta di Cagliari».

Nel frattempo, si presentavano una serie di nuovi problemi (formalizzazione della proprietà dell’area, rogiti notarili, catasto) che il Comune affrontava passo passo. Nel novembre del 2012, il caso Centro intermodale era stato discusso in sede di conferenza di servizi e, considerando positiva la proposta del Comune di Sassari, la riunione era stata giudicata con “esito complessivamente favorevole". Inizialmente sembrava fosse sufficiente una delibera regionale per il trasferimento delle risorse e delle competenze, poi si ritenne necessaria una legge che venne però stralciata e inserita nella Finanziaria regionale 2013. Ma non bastò: l’ultimo atto fu un collegato alla Finanziaria che però la Regione non approvò mai. Demontis, appena eletto consigliere regionale, si “è portato dietro” il faldone del Centro intermodale e subito ha presentato l’emendamento con il quale, in pratica, l’appalto per l’intervento infrastrutturale viene affidato al Comune in subentro all’Arst.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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