La Nuova Sardegna

Sassari

Ponte Romano, mancano i soldi

di Gavino Masia
Ponte Romano, mancano i soldi

Arcate ostruite dalle erbacce, mentre il cantiere per riscoprire la pavimentazione è fermo da sei anni

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PORTO TORRES. A fine mese è in programma l’importante appuntamento con Monumenti Aperti per mettere in mostra i gioielli archeologici e storici della città, ma sulla più grande opera pubblica ancora in uso costruita nel I secolo - il Ponte Romano - i lavori per riportare alla luce tutta la pavimentazione originaria sono fermi da circa sei anni. Il progetto esecutivo è pronto da tempo, ma mancano i fondi che l’amministrazione comunale non riesce a trovare attraverso finanziamenti regionali o comunitari. «La copertura economica è sempre stato il problema per quest’opera di grande valore storico e architettonico – ricorda la responsabile locale della Soprintendenza ai Beni archeologici Gabriella Gasperetti –, ed è anche necessario che parta al più presto il progetto di risanamento del Rio Mannu per liberare le arcate dai detriti e dai canneti che ostruiscono il passaggio dell’acqua». Il ponte venne costruito per superare le acque del rio Mannu, lunghezza 135 metri, ed è un monumento simbolo strettamente legato al piano urbanistico della città di Turris Libisonis pur trovandosi al di fuori della cinta urbana. «Anche il vicino maneggio non si trova in un’area idonea – aggiunge la Gasperetti –, avrebbe dovuto trovare da tempo altra collocazione, e le foto storiche degli anni ’50 e 60’ dimostrano infatti che sul Ponte esisteva un impatto visivo suggestivo che attualmente non c’è». Nel passato era punto di riferimento per chi dalla città voleva andare verso la Nurra e le zone minerarie di Argentiera e Canaglia, oggi appare abbandonato al suo destino visto la presenza di una condotta idrica del diametro di 200 millimetri che potrebbe creare grossi danni alla struttura. La tubazione in fibrocemento era stata riportata alla luce dopo gli ultimi scavi, impedendo la messa in luce completa della pavimentazione originaria del ponte. La Soprintendenza ha chiesto diverse volte ad Abbanoa di rimuovere la condotta senza ottenere alcuna risposta positiva, nonostante il tubo risulti pericoloso in quanto in pressione e fuori terra, e sembra inverosimile che l’ente gestore faccia orecchie da mercante su problemi che interessano strutture archeologiche. «Il Ponte Romano è uno dei monumenti più importanti della nostra città e di tutta la Sardegna – sottolinea l’assessore al Patrimonio archeologico Alessandra Peloso –, sia per la sua struttura imponente sia per il valore storico e sociale, considerando che in passato è stato l'unico punto di collegamento tra Porto Torres e la Nurra: assieme all'area archeologica, con cui è in continuità, rappresenta uno dei nostri biglietti da visita più suggestivi. Purtroppo gli interventi di pulizia nell'area circostante non sono sempre stati periodici ed è per questo che assieme all'assessorato al Decoro urbano e alla Multiservizi intendiamo studiare una programmazione degli interventi mirata a far sì che il monumento rimanga sempre "visibile". Fino ad oggi non è stato possibile attuarla per mancanza di fondi e personale, ma è giusto che un'area di pregio come quella del Ponte Romano rimanga decorosa per tutto l'anno e su questo garantiamo il nostro impegno».

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