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Sassari

L’echinococcosi spaventa di nuovo le autorità sanitarie

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L’echinococcosi spaventa di nuovo le autorità sanitarie

L’allarme dell’Istituto zooprofilattico della Sardegna Aumentati negli ultimi dieci anni i casi accertati e i ricoveri

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SASSARI. Lo spauracchio dell’echinococcosi preoccupa di nuovo le autorità sanitarie. A distanza di tempo, la temuta malattia che negli anni Settanta aveva raggiunto un picco importante presenta un nuovo allarmante trend di crescita tanto da giustificare l’attivazione di un programma specifico di monitoraggio. Lo ha annunciato ieri il direttore generale dell’Istituto zooprofilattico, Antonello Usai, presentando il report degli ultimi due anni di attività. Nella sala conferenze della sede di via Duca degli Abruzzi, il manager, affiancato dal presidente Giovanni Carboni e dal rappresentante del consiglio di amministrazione Michele Pala, ha presentato i risultati dell’ultimo biennio soffermandosi sulle principali emergenze affrontate dall’istituto. L’echinococcosi, in particolare, ha fatto registrare una nuova escalation se si pensa che solo in Sardegna, tra il 2001 e il 2012, sono stati registrati 2.215 ricoveri, di cui 99 solo nel 2012. Per far fronte a questa nuova emergenza, il direttore generale ha annunciato un programma di interventi articolato su tre fronti: l’educazione sanitaria, un controllo più capillare sui cani e la vaccinazione delle greggi ovine.

Sul versante della sanità animale, negli ultimi due anni, gli specialisti dell’Izs sono stati impegnati in piani di contrasto e sorveglianza delle malattie che determinano il 74 per cento dell’attività. Nel mirino degli esperti dell’ente di via Duca degli Abruzzi, la tubercolosi e la brucellosi bovina, ma anche la leucosi e la temuta encefalopatia spongiforme, malattie che hanno portato all’esame di 57 mila campioni. Notevole l’attività legata alle epidemie dei suini, la peste africana in particolare, per la quale un piano di eradicazione viene svolto ogni anno su tutto il territorio regionale: 135 mila le prove effettuate su campioni di suini e 14 mila su cinghiali. Una citazione speciale merita l’attività di controllo sul virus di Schmallenberg comparso per la prima volta nell’isola alla fine del 2012 causando la nascita di numerosi agnelli deformi dopo avere colpito 85 allevamenti. Notevole l’impegno sul fronte della sicurezza alimentare per garantire la genuinità degli alimenti, dalla carne ai latticini, dalle uova ai molluschi fino ai prodotti della pesca nonché dei cereali e della frutta. Su questo versante sono stati analizzati 1.610 campioni di cui 60 risultati irregolari. Un caso particolare è quello legato all’emergenza scattata qualche anno fa per la Trichinella «che – ha specificato Antonello Usai – continua a essere presente nella fauna selvatica del territorio di Orgosolo e si avvicina pericolosamente alle aree dei comuni limitrofi». Su oltre 38 mila esami, tre sono stati i casi di positività, riscontrati uno su un cinghiale e due sulle volpi. Nel complesso, le analisi effettuate dal “Pegreffi” sono passate da 787 mila nel 2012 a oltre 950 mila nel 2013, «L’attività – ha detto ancora Usai – è cresciuta soprattutto in qualità passando da 92 a 125 analisi accreditate». Sul fronte degli investimenti, circa tre milioni di euro sono stati destinati alla ricerca. «Lo Zooprofilattico – ha concluso con orgoglio il direttore generale – chiude il bilancio in utile, sarà presente all’Expo 2015 di Milano e presto sarà in grado di avviare importanti interventi di ampliamento e messa a norma nelle quattro sedi».

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