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Sassari

MEMENTO Il vicolo scomparso insieme al ricordo dei nobili Esgrecho

di Alessandro Ponzeletti
MEMENTO Il vicolo scomparso insieme al ricordo dei nobili Esgrecho

Nel centro storico, insieme a chiese e palazzi, nel corso dei decenni sono sparite anche intere strade. Ecco la storia del viottolo intitolato a una famiglia estintasi nel Settecento

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Nel centro storico di Sassari oltre che chiese e palazzi sono scomparse anche strade intere (altro che Triangolo delle Bermuda...) e questo è uno dei casi meno noti. Nell’inventario stilato a inizio dell’anno 1851 dei beni del defunto Don Vincenzo Manca, secondo Duca dell’Asinara (scomparso a Parigi nel 1850), dopo il minuzioso elenco dei beni presenti dentro il Palazzo Ducale viene fatto dal notaio un elenco descrittivo anche delle altre proprietà immobiliari. Scorrendo l’elenco si legge che il Duca era proprietario anche del Palazzo Esgrecho (dal cognome di una famiglia nobile estintasi agli inizi del Settecento).

Dalla descrizione abbastanza precisa si riconosce nel palazzo l’attuale edificio indicato come “Casa Gotico Catalana” dalla segnaletica turistica e affacciante sulla via Canopolo, nella cui facciata oramai un trent’anni fa circa riapparvero da sotto l’intonaco ottocentesco le finestre e la porta “a coda di pavone” dell’impianto gotico catalano, rimandanti per similitudini alla Casa Machin di Alghero (in Via Principe Umberto, 11). Alla casa era pertinenza anche il giardino, lo stesso giardino sopravvissuto fino ad oggi e acquisito, alcuni anni fa, dal Comune di Sassari e divenuto parte del Palazzo dell’Insinuazione, un tempo archivio notarile cittadino e oggi moderna sede dell'Archivio Storico Comunale.

Nell’inventario si legge che questo giardino aveva un accesso dal “Vicolo Esgrecho”, stretta stradina che conservava, al 1851, il ricordo della nobile famiglia e che poi sparisce di fatto da allora dalla topografia urbana: il vicolo in realtà esiste tuttora: è uno stretto vicolo chiuso che partiva da vicolo Bertolinis e passando sul retro di Palazzo Tomè (precedentemente Giordano) arriva ancora oggi al muro dov’era l’accesso per il giardino. La foto è scattata da Palazzo Tomè e mostra il vicolo oggi, ridotto a “spazio” privato comune a più proprietà, chiuso su vicolo Bertolinis da un portone eretto probabilmente poco dopo il 1851.

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