Cardin: saremo sentinelle che vigilano per i cittadini
L’ex capogruppo del Partito sardo d’Azione: «Non stiamo correndo per vincere il nostro obiettivo è mandare a Palazzo una pattuglia di “feroci” controllori»
SASSARI. Un cinquantenne un po’ dandy, che racconta fiero dei suoi due nipoti. Non ha paura di definirsi di sinistra, anche se poi si prende quasi a male parole con l’ex sindaco Ganau. Spiega che non ha fatto l’alleanza con l’amico Nicola Lucchi per una questione di ore, e che, se fosse per lui, lo direbbe da ora che al ballottaggio comunque vada non starà con nessuno, ma siccome il Psd’Az è un partito serio e antico si deciderà tutti insieme. Insieme anche con Giacomo Sanna, con cui tutti dicono che ha litigato malamente dopo aver convinto l’assemblea del partito a mollare il centrodestra: «Tutte chiacchiere – spiega – abbiamo discusso, ci mancherebbe. Ma quando lo facciamo noi è spaccatura, quando lo fanno gli altri è critica costruttiva». È Antonio Cardin, candidato sindaco del partito sardo d’Azione, ieri protagonista delle diretta streaming della Nuova.
Alleanze. «Noi trattiamo con tutti, perché è un dovere del nostro partito – spiega rispoindendo a una delle decine di domande –. Per elaborare un percorso più agevole per portare avanti le nostre rivendicazioni. Abbiamo scelto di andare da soli, e per me è una sceltache ben rappresenta il nuovo corso che vogliamo dare, riallacciandoci anche alla fierezza del nostro passato. Con Lucchi potevamo chiudere, ma ha sbagliato a cercarci dopo Unidos e Riformatori».
Il partito. «Mi dicono che sono di sinistra. É vero, perché non credo in questa destra, Ma Giacomo Sanna è stato protagonista di una possibile alleanza con Francesca Barracciu se fosse rimasta candidata governatore. Noi non siamo bloccati dentro questi schemi, siamo un partito di governo, e vogliamo andare a governare».
Le elezioni. «Io non sono uno che prende in giro i cittadini. Io non potrò fare il sindaco, ma voglio che i sassaresi riconoscano il lavoro fatto in questi anni in consiglio. Siamo stati l’unico vero gruppo di opposizione. E se vogliono che questo sia garantito per i prossimi cinque anni una pattuglia di sardisti è necessaria. Quindi non votino Cardin sindaco ma votino i candidati del Psd’Az. Noi abbiamo la forza per influenzare l’operato della giunta, in maggioranza ma anche all’opposizione».
Vitalizi. «Troppo ci siamo fidati dei partiti romani che hanno combinato questo pasticcio. Si scagliano contro di noi, perché uno o due sardisti hanno preso quello che altri hanno stabilito? Lo trovo ingiusto. Ma appoggio anche Demontis che chiede di tagliare le pensioni ai componenti dell’assemblea. Anche se dubito che il suo parito lo appoggerà. E poi chiariamo: sindaco, assessori, consiglieri, sono ruoli di enorme prestigio, ma non certo da cui si fanno soldi. In Comune c’è la passione e la politica con la p maiuscola.
Ztl. «È un punto d’arrivo. Io sarei anche favorevole. Ma basta sigillare ghetti. Si partiva da una idea di rilancio del centro. E invece siamo al punto che non c’è più nemmeno la sicurezza, altro che il rilancio. Iniziamo da un censimento per vedere quanti sono gli affitti in nero, le utenze non censite. Lo abbiamo fatto col porta a porta su Li Punti e c’erano 700 che non esistevano».
Agro. «Abbiamo un agro abitato. Ma la maggior parte non hanno acqua diretta, e spuntano fuori i primi pozzi inquinati. Come si fa a non prevedere un piano di approvvigionamento per portare l’acqua dappertutto? Avevamo un’autobotte che faceva da autospurgo a prezzi modici, si è rotta, l’ha comprata un privato che fa lo stesso servizio, ma prezzi doppi».
Ganau. «Il mio programma sono i quattro anni di interventi che ho fatto in consiglio. Abbiamo una barca piena di buchi. Fa male Ganau a offendersi se parlo di Procura, io lo stimo come persona preparata, ma non ci sono andato io in Procura a portare le carte, a parlare di danno erariale e di tante altre cose. Il problema è che Ganau ha scritto il libro dei sogni, e con i sogni non si va avanti. Alle primarie c’era l’ex squadra di Ganau, ed erano tutti contro di lui, evidentemente qualcosa non è andato».
Grande distribuzione. «La mia prima mozione fu una proposta di turnare le domeniche di apertura. La competenza è regionale? Ma chi se ne importa. Davvero il sindaco di Sassari non può mettere questi signori intorno a un tavolo e trattare una turnazione?».
Parità di genere. «Le donne son più brave di noi. Ma è un percorso lungo. La preferenza di genere è un passo, ma è complicato, perché la nostra società è impostata al maschile. So che questo sistema usa le donne. Ma se servirà a farle entrare in consiglio sarà un passo avanti. Certo il vero problema se lo devono mettere partiti come il Pd, che lo scorso mandato avevano solo una donna conigliera».
Le coste. «Tutto è abbandonato. All’Argentiera ci sono 7-8 milioni investiti, ma non basta. Se leggiamo il contratto fatto nel 2007 tra Comune e la società Argentiera spa ballano 30 milioni che la società potrebbe chiedere al Comune come risarcimento. Chi li paga?».
La cultura. «Chiediamo 300 euro per dare il Civico alle piccole compagnie che fanno commedie in vernacolo e abbiamo immensi locali inutilizzati. Abbiamo ceduto l’usufrutto del locale alla Corte d’appello scambiandoli con un posteggio. Perché non l’abbiamo dato alle associazioni o alle compagnie teatrali?».
San Sebastiano. «Non siamo noi a decidere cosa fare, ma il ministero di grazi e giustizia. Quindi occhio alle false promesse. Comunque bene gli uffici giudiziari. Ma perché non facciamo un albergo a tempo per ospitare provvisoriamente dei senza tetto?».
Maggio sassarese. «Ma è possibile che le iniziative siano sempre nelle stesse piazze, sempre per pochi giorni? Ma è possibile spendere per il maggio sassarese centinaia di migliaia di euro per centinaia di iniziative che tutte insieme portano cento volte meno del capodanno algherese?»
Puc. «Noi abbiamo dato un segnale di responsabilità astenendoci sul Puc. Perché la città ne ha bisogno. Ma a questo punto meglio tornare al piano regolatore e rimettere in moto l’edilizia».
Fiume Santo. «Noi siamo quelli che abbiamo fatto le mozioni su E-On. Che abbiamo chiesto di bloccarli, e poi di mettereli in mora non sbagliavamo. La chimica verde non è il mio sogno e mi si stringe il cuore pensare a ettari dedicati ai cardi invece che zafferano e riso e pomodori e vite, ma non posso non prendere in condizione quei posti di lavoro. Certo, andiamo a vedere che dietro non ci sia la solita operazione nascosta dell’Eni. E soprattutto che davanti a tutto ci siano le bonifiche. Quelli sono veri posti di lavoro e vero futuro».
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