«Argentiera da rilanciare» La promessa dei candidati
I sei aspiranti sindaco hanno illustrato le loro proposte di rinascita e sviluppo Tutti i progetti turistici sull’ex villaggio di minatori finora si sono arenati
SASSARI. Tutti hanno promesso impegno e interessamento e visto che siamo in campagna elettorale, non c’era certo da aspettarsi il contrario. Ma il dato più importante è che la politica è arrivata all’Argentiera come non avveniva da anni. Invitata da Fabio Brandimarte, la cui Società Argentiera srl possiede 630 ettari di terreno e la maggior parte degli immobili: l’imprenditore romano vuole fare un investimento di sviluppo turistico, ancora al palo tra ricorsi, vincoli urbanistici e quant’altro. I sei candidati sindaco ieri si sono ritrovati nella sala allestita a Pozzo Podestà, con un pubblico che ha partecipato rumorosamente, tra applausi e fischi, al confronto. Era l’occasione per dire ciascuno cosa farà per l’ex borgo di minatori, una volta che sarà il vincitore delle elezioni.
Brandimarte, da parte sua, ha illustrato 40 anni di progetti rimasti tutti rigorosamente nel cassetto. Ha difeso appassionatamente l’esigenza «di dare all’Argentiera un futuro, ai giovani lavoro e dignità, nel rispetto dell’ambiente ma senza conservatorismo». «Io ho fatto la mia proposta: un piano di riqualificazione e nuove costruzioni per 166mila metri cubi, ma è dal 2007, quando con l’amministrazione Ganau ho firmato un accordo, che attendo risposte – ha detto Brandimarte –. Nel frattempo mi sono ritrovato con maggiori vincoli, il centro matrice nel Puc si è allargato fino a Cala Unano. E adesso voglio sapere da voi candidati, se otterrò di poter discutere del mio progetto, se davvero potremo trovarci intorno a un tavolo. E mi dispiace che non siano qui l’ex sindaco Ganau, gli ex assessori Luigi Lotto e Salvatore Demontis ai quali avrei avuto molte domande da fare».
A rispondere del passato ha provato Nicola Sanna, ex assessore della giunta Ganau, «Non voglio fare l’avvocato difensore dell’ex sindaco ma la nostra è stata l’unica amministrazione che ha firmato un accordo con il privato e che ha messo anche per iscritto, nel Piano urbanistico comunale, l’impegno per l’Argentiera. Ma è proprio il Puc e la sua mancata approvazione ad aver generato i ritardi. Comunque resta l’impegno di verificare insieme cosa fare».
Nicola Lucchi (Sassari è): «L ’Argentiera è l’unico sviluppo possibile di Sassari sul mare e del suo rilancio in chiave turistica beneficerebbero le altre borgate e l’agro. 166mila metri cubi fanno paura? Ma per visualizzare meglio cosa significhino, il costruendo centro commerciale vicino al cimitero è di 130mila metri cubi».
Rosanna Arru, candidata della lista civica Sassari Progetto Comune: «Vedo che è inutile guardare al passato, occorre invece guardare avanti e agire in fretta. L’Argentiera deve rientrare in quel sistema turistico che poi si trova nell’ambito dell’area vasta che va da Alghero a Castelsardo. Perché appunto solo facendo sistema si possono avere risultati. E credo che sia giusto che pubblico e privato collaborino, come avviene negli altri paesi europei».
Antonio Cardin (Psd’Az) è andato su uno dei nodi da sciogliere: «Reperire i finanziamenti, perché, a parte l’investimento del privato, Regione e Comuni di soldi non ne hanno. Sull’Argentiera ho fatto battaglia in Consiglio comunale, ma non si è nemmeno riusciti discutere del fatto che proprio il privato, potrebbe chiedere 30 milioni di danni al Comune per il mancato rispetto dell’accordo del 2007».
È stato Cristiano Sabino (Fronte indipendentista Unidu) a fare un quadro di tutti le scommesse mancate sull’Argentiera: «Museo della miniera abbandonato, percorsi ciclabili off limitis perchè in terreni privati, pochi trasporti pubblici: qui è Terzo Mondo e ci sono molti «tentacolini» del partito piovra».
«Forse perché il peso elettorale dell’Argentiera, che dà una sessantina di voti, è basso, si è fatto poco o niente per la borgata – ha incalzato Maurilio Murru, candidato sindaco per il Movimento 5 Stelle –. Eppure Ganau aveva tanti progetti, persino la ztl! Ci chiediamo invece se siano stati impiegati bene i fondi per sette milioni di euro utilizzati per le ristrutturazioni. A vedere i risultati non sembrerebbe proprio. Stiamo valutando se fare un esposto alla Corte dei Conti». ©RIPRODUZIONE RISERVATA