Dopo la notte in catene Deborah non è più sola

Sassari, svolta nella vicenda della donna che una famiglia ha estromesso dal suo alloggio. Dopo l’intervento di Guido Sechi la quarantenne è stata ospitata in albergo

SASSARI. Non ha mangiato per due giorni e ha passato una notte in bianco, distesa sotto un plaid nel cortile interno del palazzo dove c’é il suo appartamento che una famiglia ha occupato, approfittando della sua assenza. Deborah, la quarantenne sassarese che si è incatenata davanti allo stabile per costringere le istituzioni ad aiutarla a tornare a casa, con la sua clamorosa protesta ha centrato il suo primo obiettivo.

Ieri mattina, infatti, in via Naitana è arrivato il commissario straordinario del Comune e ha convinto Deborah ad accettare un provvisorio trasferimento in albergo. Proposta che la donna, molto provata fisicamente, ha accettato solo quando si è resa conto che l’assurdo meccanismo che l’ha spinta fuori di casa forse si è finalmente inceppato. Deborah infatti non è più sola nella sua battaglia per ottenere il rispetto di suoi diritti. Il Comune non ha potuto sfollare l’appartamento occupato, perché questi provvedimenti possono essere eseguiti solo dopo un ordine della magistratura, ma adesso la storia della casa popolare occupata mentre la sua titolare era in Sicilia per cercare lavoro è diventata di dominio pubblico.

In futuro sarà molto difficile che, come è accaduto nei giorni scorsi, qualcuno degli occupanti dell’appartamento possa aggredire verbalmente e fisicamente una donna sola e indifesa che reclama un suo diritto.

Ieri mattina Guido Sechi ha deciso di muoversi dopo avere letto sulla Nuova Sardegna la storia della quarantenne che un numeroso e aggressivo nucleo familiare ha estromesso dall’alloggio Area che le era stato assegnato qualche anno fa. Il commissario è arrivato a Li Punti insieme con la polizia municipale, che durante la notte era intervenuta un paio di volte per controllare che Deborah stesse bene. A Li Punti erano intervenuti anche i carabinieri una équipe del 118 che ha fornito a Deborah una coperta termica per proteggerla dal freddo.

In mattinata la donna è stata accompagnata in albergo. I carabinieri del comando provinciale e la polizia municipale stanno eseguendo gli accertamenti di propria competenza. Nelle prossime ore il caso del “furto di casa” finirà in Procura della Repubblica. Intanto, ieri la storia di Deborah ha provocato una ondata di indignazione da parte dei nostri lettori sul sito della Nuova Sardegna.

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