La Nuova Sardegna

Sassari

L’Ardia di Cossoine conquista i cavalieri

In questa edizione della spericolata corsa la partecipazione da altri centri è stata più alta del previsto

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COSSOINE. Una trentina di cavalli il giorno del vespro, con una discreta presenza di cavalieri provenienti anche da altri centri. Chissà se è il segnale di un’Ardia finalmente in crescita, o se sarà un episodio legato a qualche contingenza di quest’anno. Perché era da tempo, ormai, che la corsa in onore di San Sebastiano, non riusciva a schiodarsi dalla ventina di cavalieri partecipanti, quasi tutti e solo di Cossoine, a testimoniare la devozione che i giovani locali portano al Santo guerriero, ma anche il fatto che i cavalieri forestieri non si sono mai appassionati a quella che pure è una delle tradizioni equestri più antiche della Sardegna. Il giorno del vespro ha visto, comunque, oltre ad un maggior numero di cavalieri, una più folta presenza di pubblico.

La corsa è stata guidata in maniera ordinata dall’obriere, Mario Spanu, in sella ad un bel cavallo bianco, sulle prime un po’ bizzoso, ma poi man mano sempre più agli ordini. Il capocorsa era scortato dai fratelli, Vincenzo e Francesco, e subito dopo venivano le seconde scorte con, anche in questo caso, i fratelli xxxx e Antonio Pittalis, quest’ultimo giovanissimo – 18 anni – nominato poi obriere – operagiu mazzore – per la festa del 2015. Dopo i primi tre giri in senso antiorario, i cavalieri hanno dato vita agli altri tre giri in senso orario, quelli in cui sempre si vedono le salite migliori. Il giorno della festa il rito equestre si è ripetuto, con i sei giri canonici e con il consueto “giru ‘e su Santu”, un settimo giro in cui i cavalieri galoppano tutti insieme in gruppo. Dopo l’Ardia – sempre accompagnata dai fucilieri di Cossoine – si è svolta la processione, con un magnifico carro a buoi che portava il simulacro del Santo, e l’accompagnamento della banda musicale “Città di Sennori”.

Alla fine della processione, la messa, concelebrata dal parroco di Cossoine, don Peppino Lintas e da padre Filippo del convento dei Padri Cappuccini di Mores, che ha tenuto anche la predica i il panegirico di San Sebastiano. Il rito religioso è stato impreziosito dall’accompagnamento del coro “Antoninu Paba” di Giave, in una chiesetta che con la sua acustica offriva vibrazioni davvero intense.

Dopo lo scambio della bandiera fra l’obriere uscente, Mario Spanu, e quello nuovo, Antonio Pittalis, la festa è proseguita con il rinfresco a casa di quest’ultimo e, nel pomeriggio, con la dimostrazione dell’associazione “Arcieri Mejlogu”, dove molti neofiti hanno avuto la possibilità di provare l’ebbrezza del tiro con l’arco.

Mario Bonu

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