Illorai al voto con un’unica lista civica
La candidata sindaco Gianna Pittalis non avrà alcun avversario politico. Ma a fermarla potrebbe essere l’astensionismo
INVIATO A ILLORAI. Se i dati demografici e politici di una località potessero descrivere la lussureggiante vegetazione che ne circonda il perimetro, la meraviglia di un ponte di origine romana costruito a due passi da un nuraghe, il profumo dei caminetti accesi sin dal mattino e il cinguettio degli uccellini come unica colonna sonora, forse la fotografia di Illorai racconterebbe di un’oasi felice nel Goceano. E invece i numeri - specie quel tipo di numeri - non sempre sono in grado di restituire certe immagini e certe sensazioni, così alla fine l’istantanea basata sulle cifre mostra un centro di appena 979 abitanti prevalentemente anziani (una cinquantina in tutto i bambini) dove la disoccupazione e lo spopolamento sono i principali problemi che dovrà affrontare il nuovo sindaco. Sempre che un nuovo sindaco si trovi. Perché Gianna Pittalis, 56 anni, insegnante e unica candidata alla fascia tricolore, per cominciare a governare dovrà prima battere un avversario invisibile e in quanto tale piuttosto temibile: l’astensionismo. Nel senso che se almeno la metà più uno dei 1.060 aventi diritto al voto (274 dei quali domiciliati all’estero) il 25 maggio diserterà le urne, non verrà raggiunto il quorum. E alla guida del paese arriverà un commissario nominato dalla Regione.
Il partito del non voto. Un’ ipotesi da non escludere affatto, considerato che tra quelli che sperano in un simile epilogo c’è anche il vicesindaco uscente Titino Cau, meccanico in pensione. È lui stesso ad ammetterlo, spiegando il perché. «Sia chiaro - precisa - l’idea che manchi il quorum non mi fa impazzire di gioia, tanto è vero che sino all’ultimo ho provato a scongiurare una simile situazione cercando di convogliare tutte le forze in un’unica lista capace di esprimere l’unità del paese anche alla luce di tutte le cose buone che abbiamo fatto nel corso dell’amministrazione arrivata al capolinea. Ma qualcuno, a mio avviso non sufficientemente esperto di politica, ha preferito dividere invece che creare concordia, con il risultato che i tanti che evidentemente non si sentono completamente rappresentati dalla lista di Gianna Pittalis potrebbero scegliere di non votare. E chissà che un anno di riflessione con un commissario straordinario non serva a tutti per schiarirsi le idee e per verificare che la maggior parte dei punti contenuti nel “nuovo” programma è praticamente già stata attuata».
Gli unici in gara. Tuttavia, giusto per rispedire al mittente le accuse di non volere l’armonia, i sei aspiranti consiglieri comunali che sostengono Pittalis hanno scelto per la loro lista civica il nome Uniti per il paese. Un modo per sgombrare il campo dalle polemiche e per replicare a chi sostiene che il gruppo guidato dalla prof abbia deciso di correre da solo rifiutando ogni invito a creare una lista unitaria. «La verità - chiarisce Gianna Pittalis - è che un gruppo di amici ha deciso per spirito di servizio e dovere civico di presentarsi al giudizio dei cittadini lavorando serenamente a un programma basato su cose concrete e fattibili. Anche l’attuale vicesindaco Cau negli ultimi mesi si è speso con grande impegno per creare una propria squadra, ma senza raggiungere il risultato. E purtroppo ora, alla nostra lista civica non si contrappone una compagine politica, bensì una corrente di pensiero che mira al non voto. Corrente di pensiero - continua la candidata a sindaco - nata dall’amarezza di non essere riusciti a formare una lista, che attua la campagna per il non voto, sperando in questo modo di evitare il raggiungimento del quorum e contribuendo di fatto a creare quelle situazioni che diceva di voler scongiurare: la disunità del paese. Noi di Uniti per il paese speriamo invece che la validità del programma presentato, assieme alla serietà e alla volontà a impegnarsi per il bene comune, convinca i cittadini a recarsi alle urne, evitando in questo modo di cadere nel limbo del commissariamento, con il riproporsi, tra un anno, degli stessi problemi e contrapposizioni. Per far questo abbiamo preferito non imporci ricorrendo a note strategie già utilizzate in passato (il riferimento è alle cosiddette liste civetta - ndr), ma rimetterci alla volontà degli elettori».
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