La Nuova Sardegna

Sassari

Murru: con noi i cittadini entreranno a Palazzo

di Giovanni Bua
Murru: con noi i cittadini entreranno a Palazzo

Il rappresentante del Movimento 5 Stelle: il nostro è un programma aperto e faremo partecipare tutti alle scelte fondamentali per il futuro della città

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SASSARI. «Grillo? Una risorsa, e non il dittatore che vorrebbero fare credere quelli che i padroni ce li hanno davvero. Sassari? In ostaggio di pochi che l’hanno occupata, se ne sono serviti. E che ora devono andare via, lasciando il posto ai cittadini. Il programma? Pieno di buone idee, e in continua evoluzione. Ma il punto non è il programma, ma chi lo porta avanti. E noi non facciamo promesse facili, o meglio ne facciamo solo una: tutti sapranno la situazione e potranno dire la loro. E se i soldi mancheranno come in una buona famiglia si decideranno le priorità». Ha l’aria gentile ed educata che sempre spesso accomuna i giovani pentastellati Maurilio Murru. E che si aspettava roboanti proclami e virulenti affondi sarà sicuramente rimasto deluso. Non però le tantissime persone che hanno seguito la diretta streaming di ieri dedicata al candidato del M5S. Che hanno “ricoperto” il 42enne attivista di decine di domande, che ci restituiscono uno spaccato di un programma ampio e èper molti versi davvero originale.

Regionali. «La mancata partecipazione alle elezioni Regionali non lo chiamerei nemmeno un incidente di percorso. Non riuscivamo ad avere una partecipazione unitaria, e va bene così, Se avessimo avuto un padre padrone avrebbe scelto lui. Invece il movimento ha dimostrato di avere gli anticorpi per capire quando è il momento di partecipare e quando di aspettare. Non eravamo in consiglio regionale prima e non lo siamo ora, e come sempre continueremo a vigilare e a fare sentire la nostra voce».

Il Movimento. «La sintesi tra diverse anime per noi non è un problema. Noi dialoghiamo e condividiamo obiettivi comuni e per il bene dei cittadini. Non ci sono correnti di partito o ideologie. Abbiamo idee diverse, ma discutiamo, e troviamo sempre un modo. E dove non arriviamo noi arriva il referendum».

La giunta. «Abbiamo necessità di competenze. E, un po’ come a fatto Pizzarotti a Parma, da una parte faremo selezioni per curriculum, dall’altra pescheremo tra gli attivisti. La gente in gamba per fortuna non ci manca».

Puc. «Il piano urbanistico è uno degli elementi che hanno danneggiato questa città. Non possiamo ripartire da questo, e chi dice che è diverso ci spieghi perché, se questo Puc è apposto, non viene pubblicato. La verità è che è costruito per le lobbies e gli interessi personali. E invece c’è bisogno di un nuovo Puc, costruito dai cittadini e che ai cittadini dia le giuste risposte».

Bilancio partecipativo. «Vogliamo che il cittadino partecipi direttamente alla destinazione di almeno una parte delle risorse. In altre parti d’Italia questo strumento esiste già da anni. Si tratta di intercettare le spese correnti, a Sassari 145 milioni, e destinarne almeno il 5 per cento ai cittadini, che decidano, con modalità che sceglieremo insieme, come usarle».

Case popolari. «Serve un attento e completo Monitoraggio di tutti gli immobili del comune che sono attualmente disabitati e vediamo cosa paga per affittare locali. Siamo certi che libereremo risorse, e troveremo anche un tetto a tanta gente a cui serve».

Argentiera. «Domenica abbiamo fatto un bel dibattito all’Argentiera. Noi la frequentiamo già da tempo e lì abbiamo combattuto la battaglia per l’ostello. La nostra idea? Una residenza artistica con l’alloggio che viene pagato dalle opere di chi ci soggiorna. Per quanto riguarda il borgo è necessario che cittadini, Argentiera spa e Comune si siedano intorno a un tavolo e sblocchino la situazione inchiodata da 40 anni».

Ztl. «È stata una scelta presa d’imperio, sintomo di una mancanza di condivisione, di un distacco netto dimostrato dalle tante proteste. Noi vogliamo che la zona a traffico limitato sia quella scelta dai cittadini. Attraverso un referendum, che per noi è lo strumento principe da usare per tutte le questioni importanti che riguardano la città».

Consulta dei gremi. «Sarà in organismo privo di qualsiasi forma di connotazione politica, presieduta dal sindaco, che si riunisce almeno una volta al mese, formata dall’Intergremio e dai rappresentanti di tutti i gremi. Per decidere insieme la politica culturale cittadina, e non solo quella legata ai Candelieri».

Rifiuti zero. «Il recupero e il riutilizzo del rifiuto non deve essere un peso per la comunità ma un guadagno, perché il rifiuto diventa merce, risorsa naturale del futuro. Chiaramente si inizia dando una premialità, vera, a chi fa la differenziata».

Acqua pubblica. «Il Comune di Sassari detiene 13,8 per cento di Abbanoa, secondo maggior azionista dopo Cagliari. La gestione attuale dell’acqua dal punto di vista economico e pratico è deficitaria. Una struttura creata in perdita e che continua a creare perdite. L’acqua pubblica è uno dei nostri punti fondanti del programma. Se ci saranno le condizioni per prendere la gestione come Comune lo faremo. Non sarà semplice, ma è chiaro che Abbanoa, così come è, non può andare avanti.

Chimica verde. «La morte delle persone non si può barattare con un posto di lavoro. Bonifiche prima di tutto. E qualsiasi discorso sulla chimica colorata di verde non può prescindere da questo. Le bonifiche sono dovute e sono una parte della soluzione, perché creano un percorso virtuoso.

Partecipazione. «Se i cittadini non verranno a cercarci andremo a noi a cercare loro. Noi abbiamo bisogno del loro sostengo e del loro impegno. Il nostro programma è aperto da anni, e rimarrà aperto sempre. Uno strumento? Il question time con i cittadini a Palazzo Ducale una volta a settimana, ma anche le delegazioni di assessori che incontrano i cittadini periodicamente, e Palazzo Ducale che comunque diventerà una casa di vetro».

Promesse. «Noi non siamo quelli che fanno promesse a vuoto o che si credono dei supereroi. Noi andremo a vedere dentro il bilancio le risorse a disposizione. Quello che però è chiaro e che decideremo insieme dove devono andare le risorse e quali sono le priorità. Noi abbiamo il vantaggio che abbiamo le mani libere, e non abbiamo carrozzoni da finanziare. Gli altri non ascoltano, ma occupano la città».

Ballottaggio. «Se arriveremo al ballottaggio non ci alleeremo con nessuno. O meglio, ci siamo già alleati con gli unici che ci interessavano: i cittadini. Noi andremo per la nostra strada, Chi ci vuole sostenere ci sosterrà. Ma non è possibile per noi allearci con quello che con tutta la nostra forza combattiamo».

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