La Nuova Sardegna

Sassari

Dal carcere nascerà il polo giudiziario

di Pinuccio Saba
Dal carcere nascerà il polo giudiziario

Firmata a Palazzo Ducale l’intesa interistituzionale. Il costo della cittadella, 12 milioni, a carico del ministero della Giustizia

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SASSARI. Un polo giudiziario al cui interno verrà ricavato uno spazio per la realizzazione di un museo della memoria del carcere. Questa la destinazione del dismesso carcere giudiziario di San Sebastiano i cui lavori di riqualificazione saranno finanziati con 12 milioni di euro dal ministero della Giustizia.

Ieri mattina, a Palazzo Ducale, è stato sottoscritto l’accordo interistituzionale per la “valorizzazione, razionalizzazione e riqualificazione del compendio demaniale dell’ex carcere di San Sebastiano. L’accordo è stato sottoscritto da Guido Sechi, commissario straordinario del Comune di Sassari; Pietro Fanile, presidente del tribunale di Sassari; Roberto Saieva, procuratore della Repubblica presso il tribunale di Sassari; Rita Soddu, direttore regionale per la Sardegna dell'Agenzia del Demanio; Mariella Mereu, in rappresentanza del Provveditorato interregionale per le opere pubbliche per Lazio-Abruzzo-Sardegna; Francesca Casule, Soprintendente per i beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici delle province di Sassari e Nuoro e in rappresentanza della Direzione regionale per i Beni culturali e Paesaggistici della Sardegna; Giampaolo Cassitta, in rappresentanza del Provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria; Francesco Milia, presidente del Consiglio dell'Ordine Forense di Sassari.

La scelta di trasformare il vecchio carcere in una sorta di cittadella giudiziaria rispondeva all’esigenza di dotare gli uffici giudiziari di locali adeguati alle loro funzioni per dimensione e ubicazione, e adatti a ospitare in modo migliore l'attività di tutti gli operatori della giustizia e a dare servizi più efficienti ai cittadini. Al momento diversi uffici di tribunale, procura, tribunale di sorveglianza, giudice di pace e corte d'appello sono ospitati in strutture di privati distribuite in punti anche molto distanti fra loro il cui costo era sostenuto dal ministero della Giustizia che spende oltre un milione e 800 mila euro l’anno per gli affitti. Questo crea evidenti diseconomie e disagi, come più volte sottolineato anche dall'Ordine Forense, che ha sostenuto l'idea della nuova destinazione dei locali dell'ex carcere.

Il progetto, attualmente in fase di elaborazione, è stato affidato Provveditorato delle Opere Pubbliche per il Lazio-Abruzzo-Sardegna e, data la rilevanza storica, architettonica e culturale del complesso, è seguito anche dal ministero per i Beni e le Attività culturali, tramite la direzione regionale e la Soprintendenza di Sassari e Nuoro. I lavori, una delle più importanti opere pubbliche degli ultimi anni, dovrebbero durare due anni circa.

Ma il carcere di via Roma ha anche segnato per un secolo e mezzo la vita cittadina e per questa ragione il Comune ha chiesto che una parte dell’istituto di pena venga trasformato in una sorte di museo della memoria, una testimonianza storica del passato. . Per questo lavorerà con la Soprintendenza allo scopo di individuare spazi e modi per rendere fruibile ai cittadini e ai visitatori quello che potrebbe diventare un nuovo centro museale da inserire all'interno dei percorsi culturali cittadini.

San Sebastiano, quindi, non sarà più sinonimo di sofferenza ma diventerà un luogo di lavoro (si spera) il più razionale possibile, a tutto vantaggio dell’amministrazione della giustizia e di conseguenza dei cittadini. Un risultato raggiunto grazie alla collaborazione fra i tanti enti che - per svariate ragioni - hanno competenza sull’ex carcere giudiziario e a questo proposito va sottolineata la novità del tavolo interistituzionale che rappresenta un concreto modello di lavoro per le amministrazioni pubbliche, che risponde anche alle esigenze di revisione della spesa pubblica e che (aspetto da non trascurare) rappresenterà un’importante ricaduta economica su un territorio colpito da una crisi senza precedenti.

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