Pani chiede la ricostruzione della lapide ai caduti
PORTO TORRES. Il prossimo anno ricorre il centesimo anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia contro l’impero Austro-Ungarico per annettere Trentino Alto Adige, Trieste, l’Istria e la Dalmazia...
PORTO TORRES. Il prossimo anno ricorre il centesimo anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia contro l’impero Austro-Ungarico per annettere Trentino Alto Adige, Trieste, l’Istria e la Dalmazia entro i confini nazionali. Anche Porto Torres paga il suo oneroso tributo con decine di caduti sui campi di battaglia e moltissimi feriti che rimasero invalidi per tutta la vita. Nell’ingresso al palazzo comunale di piazza Umberto I c’è una lapide in marmo con impressi i nomi dei caduti, ma l’opera è incompleta e merita di essere ricostruita. Lo ha chiesto un ex politico di lungo corso come Pietro Pani, che ha scritto una lettera al sindaco Beniamino Scarpa per chiedere la ricostruzione del monumento ai Caduti in guerra del 15-18. «Per rendere onore ai nostri concittadini che combatterono _ scrive il medico in pensione _, ma soprattutto per commemorare e degnamente ricordare quelli che persero la vita: quel monumento costituito dalla grande lapide _ ora murata all’ingresso del palazzo comunale, con ai piedi due aquile di bronzo che poggiavano su due capitelli romani, attualmente conservate in un magazzino _ era posizionato nell’androne d’ingresso del precedente palazzo municipale demolito». Pani ritiene che l’ufficio tecnico possa provvedere alla ricostruzione di quel monumento, con modestissima spesa, posizionandolo in un’aiuola prospiciente al monumento dei Caduti in mare. (g.m.)
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