Parte da Pozzomaggiore la diffusione della limba
Il Comune è capofila di un progetto che coinvolge altri nove centri del Logudoro Sarà creato uno sportello linguistico e avviate attività di promozione culturale
POZZOMAGGIORE. Il Consiglio comunale nell’ultima sessione di lavori, ha deliberato di approvare il progetto “Su sardu est in totue”, ai fini dell’accesso alla selezione per la ripartizione dei fondi per la tutela della minoranza linguistica sarda, così come previsto da un bando indetto dal Servizio Lingua e cultura Sarda dell’Assessorato regionale della pubblica Istruzione, beni culturali, informazione spettacolo e sport.
Si tratta di un’iniziativa a carattere sovracomunale che, nel rispetto della legge 15 dicembre 1999 n. 482 che detta le norme in materia di minoranze linguistiche storiche, vede impegnati, oltre a quello di Pozzomaggiore, che fungerà da capofila, i comuni di Mores, Bonorva, Romana, Padria, Mara, Putifigari, Villanova Monteleone, Monteleone Roccadoria e Cossoine.
Al Comune capofila è demandata la gestione amministrativa, contabile, fiscale e culturale dell’iniziativa e il progetto, secondo le modalità previste dalla legge, potrà essere portato a compimento con la collaborazione di strutture esterne all’amministrazione comunale che, nel caso specifico, è stata individuata nell’Istituto Bellieni di Sassari.
La proposta ha avuto l’approvazione unanime del consiglio che ha accolto favorevolmente le proposte della legge 482/99 che reca norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche, in attuazione dei principi e dei valori sanciti dall’articolo 6 della Costituzione, fatti propri dagli organismi europei ed internazionali, ed impegna la Repubblica Italiana e tutti i suoi organi ad assicurare la tutela delle lingue e delle culture delle popolazioni considerate minoranze linguistiche storiche, fra le quali è ricompresa la popolazione di lingua e cultura sarda che, oltre a costituire uno strumento indispensabile di comunicazione, è un patrimonio imprescindibile di ogni singola comunità.
Il progetto, finalizzato all’istituzione di uno sportello linguistico nella variante locale, prevede la realizzazione di un corso di formazione del personale e la promozione culturale e linguistica del logudorese come lingua locale ed intende perseguire nel territorio un servizio di tutela della lingua minoritaria, in continuità con le attività svolte negli anni precedenti.
La spesa complessiva del progetto, ha spiegato il sindaco Tonino Pischedda, troverà la totale copertura finanziaria nel contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri e non prevede alcuna compartecipazione ai costi da parte dei comuni aderenti e proponenti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
