La Nuova Sardegna

Sassari

Gianluca invalido grave, per tre volte lasciato senza pensione

di Gianni Bazzoni
Gianluca invalido grave, per tre volte lasciato senza pensione

Il muratore sassarese affetto da linfoma non-Hodgkin deve lottare contro la burocrazia

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SASSARI. Le sue vertebre si sbriciolano, si rompono senza che nessuno le sfiori. Potenza di una malattia devastante, si chiama linfoma non-Hodking. Un nemico subdolo che perseguita Gianluca, 40 anni, muratore sassarese, ormai da più di otto anni. E lui lo combatte a viso aperto, tra sofferenze atroci. Le vertebre polverizzate sono state sostituite con interventi di “vertebroplastica”. Lui, in piedi, sembra un corazziere, assume quella posizione perché ha una “insufficienza statico-dinamica del tronco con dolore cronico vertebrale”. Un guerriero che ogni giorno guarda avanti. L’hanno salvato già due volte, bombardato con la chemio, gli hanno anche impiantato cellule staminali. É considerato un “recidivo”, cioè bersagliato dalla malattia più volte. Ma la burocrazia non fa sconti a nessuno.

Le due pensioni (compreso l’assegno ordinario di invalidità) sono state sospese già due volte dall’Inps e in entrambi i casi Gianluca si è dovuto rivolgere al Tribunale del Lavoro che, ovviamente, gli ha dato ragione e ha potuto recuperare tutto, fino all’ultimo centesimo. Però è incredibile che si debba andare avanti con sentenze del giudice per difendere un diritto che è certificato da una situazione drammatica e scritto su tutte le carte dei medici.

Non fa polemiche Gianluca, e sarebbe fin troppo facile in tempi di pensioni d’oro e privilegi vari. Vuole solo raccontare la storia. «Ora ci risiamo – spiega – perchè il 30 aprile è scaduta nuovamente la pensione categoria IO e l’Inps mi ha comunicato che se ritengo che la mia capacità di lavoro sia ancora ridotta a meno di un terzo di quella normale, posso chiedere la conferma dell’assegno per altri tre anni. Intanto, però, lo hanno bloccato. E ricomincia la solita trafila: devo dimostrare di essere inabile al lavoro al 100 per cento, spiegare che non posso guarire mai, magari fosse possibile. E lo devo fare davanti a uno sportello, dove mi dicono che è tutta colpa del computer se la pensione è stata sospesa. E io dico: ma non sono gli uomini che danno input alle macchine?».

Due pensioni per arrivare a mala pena a circa 760 euro (241+480), un figlio minore cieco totale, non si può certo dire che la vita sia stata generosa con Gianluca. «C’è stato un momento, quando era scattata la caccia ai falsi invalidi che ci avevano tolto tutto, anche il sussidio per mio figlio. Per carità, io sono per combattere l’illegalità e le truffe, ma con queste cose non c’entro. Avrei preferito essere sano come un pesce e avere mio figlio che potesse vivere una vita normale come i suoi coetanei. Purtroppo non è così...».

Non si arrende Gianluca. Il modello dell’Inps che lo chiama “gentile signore” l’ha sottolineato, si è segnato i documenti da preparare. Sempre a inseguire un diritto, intanto la pensione è stata bloccata. «Quando arriveranno i soldi dovrò restituirli a chi me li ha prestati per non morire di fame». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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