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Le poesie di Mura per riscoprire la limba

Le poesie di Mura per riscoprire la limba

BONO. «Fate un uso normale della lingua sarda come avviene in Catalogna». Questo il messaggio emerso dal convegno internazionale sulla figura del poeta e letterato Antonio Mura Ena tenutosi nei...

28 maggio 2014
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BONO. «Fate un uso normale della lingua sarda come avviene in Catalogna». Questo il messaggio emerso dal convegno internazionale sulla figura del poeta e letterato Antonio Mura Ena tenutosi nei giorni scorsi nel CineTeatro Rex di Bono a cura dell’Istituo Bellieni di Sassari con il patrocinio della Regione e del Comune.

L’appello è giunto dagli ospiti catalani: Joan Elies Adell, direttore Espai Llull e della Generalitat ad Alghero, e Laura Borràs, direttore dell’Istituciò de les Lletres Catalanes, che partecipando hanno suggellato la collaborazione iniziata lo scorso anno a Farrera de Pallars nel seminario organizzato dalla Instituciò de Lletres Catalanes e dal Bellieni. «Il sardo è la lingua più adatta a tradurre la lirica greca nel mondo della contemporaneità e a esprimerne il senso più profondo», ha detto Gaspare Mura, figlio di Antonio, ricordando la lezione di suo padre. «Questo è uno dei motivi per i quali mio padre aveva un grande rispetto e interesse per le minoranze linguistiche - ha aggiunto Gaspare, che è docente universitario a Roma - e preferiva chiamarle lingue regionali».

Regionali ma non per questo meno importanti: e qui si è inserito l’invito dei catalani a utilizzare la limba nella vita di tutti i giorni e nel contesto istituzionale, come avviene in catalogna. Un dibattito interessante, quindi, suggellato dalle emozioni scaturite dalle liriche di Mura riproposte in versione melodica dal tenore Giovanni Maria Angioy di Bono, mentre è stata grande l’attenzione per le letture eseguite in sardo e in catalano da Clara Farina, Franco Cocco, Rosa Ballester Figueras, Antonello Bazzu, Iban Llop e Anna Cristina Serra. Le traduzioni dei testi sono state realizzate durante il seminario avvenuto a Pattada nei giorni precedenti, con la supervisione di Francesco Ballone, Giovanni Muroni e Carlo Manca. Il tutto grazie all’attento lavoro di Michele Pinna, direttore scientifico del Bellieni, che riscoprì i dattiloscritti originali di Mura Ena dai quali è nata l’opera “Recuida” pubblicata dalla Edes a cura di Nicola Tanda, presente al convegno tra i relatori. (b.m.)

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