La Nuova Sardegna

Sassari

Visitatori alla scoperta di palazzi e chiese antiche

di Gerolamo Squintu
Visitatori alla scoperta di palazzi e chiese antiche

Un successo superiore alle attese per la manifestazione Monumenti Aperti Concerti, cori e balli folk le iniziative collaterali che hanno fatto da richiamo

28 maggio 2014
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OZIERI. Successo superiore alle attese per i due giorni di Monumenti Aperti a Ozieri, nei quali si è avuto grande movimento con una folla di visitatori giunti da ogni parte dell’isola ed anche da oltre Tirreno. Soddisfazione palpabile fra gli amministratori e i responsabili dell’istituzione San Michele, braccio operativo dell’assessorato alla Cultura. Tutti i siti hanno destato interesse da parte degli ospiti. Così è stato nella Grotta San Michele, con gradimento particolare espresso nei confronti delle piccole e simpatiche guide: gli scolari delle elementari; nei sotterranei della Fontana Grixoni; nelle carceri ristrutturate del Palazzo Borgia con le socie del Moica (diverse con indosso il costume locale) impegnate nella lavorazione della pasta “macarrones de ungia”; nelle chiese: Cattedrale, San Francesco, Santa Lucia, nella Basilica e nel villaggio di San Antioco di Bisarcio; così come nella chiesetta medievale di San Nicola con la guida degli esperti del Gruppo Micologico Logudorese. Comitive di amanti della natura e dell’archeologia si sono viste nell’area del ponte romano Pont’Ezzu mentre un via vai ininterrotto si è avuto nel museo civico alle Clarisse e nella Taverna dell’Aquila di Peppino Saba e nel Museo dell’Arte Molitoria dei fratelli Galleu.

Interesse anche per i concerti che si sono tenuti all’aperto o in diverse chiese, con bande e musicisti di gran richiamo, e per le esibizioni di cori e ballerini folcloristici e non. Centinaia le firme apposte nel registro delle presenze disponibile presso l’ingresso del palazzo in stile spagnolo che ospita nel caratteristico rione Cuzzolu il Centro di Documentazione della Letteratura Regionale, dove ha sede, per concessione dell’Unione dei Comuni su mandato della Regione, il Premio Ozieri di Letteratura Sarda e che è intitolato al geniale creatore del Premio, il poeta e scrittore Tonino Ledda. Qui sono raccolti e catalogati migliaia di documenti, scritti ed orali, immagini e altro materiale opera di scrittori e poeti in lingua sarda o in altre parlate “minoritarie”. Hanno illustrato la quasi sessantennale attività del Premio alcuni componenti il comitato direttivo dell’Ozieri, con in primis il segretario Antonio Canalis. «Questa manifestazione - ha fra l’altro detto - ha già un significato di tutto riguardo sotto l’aspetto di promozione culturale, sociale e civile ma visti i più che positivi risultati è senz’altro da ripetere quanto prima, facendo pur sempre ricorso alla generosa disponibilità dei volontari, degli studenti, degli scolari che così bene hanno svolto il loro compito nell’occasione». L’Ozieri, fondato nel 1956, è il concorso letterario con più lunga attività in favore della cultura sarda. Come ha più volte affermatoNicola Tanda, storico presidente della giuria «il Premio ha di fatto rafforzato l’identità della società isolana orientandola in una crescita organica, riprendendo il filo di un discorso remoto e mai interrotto volto ad attivare un canale di letteratura scritta perseguito con tenacia nel Settecento e Ottocento». La visita ai locali del Centro è stata occasione anche per osservare un suggestivo scorcio del centro storico cittadino, visibile dall’altana che sovrasta il tetto della Casa del Premio, gradevolissima scoperta per i più.

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