La Nuova Sardegna

Sassari

Voglia di riscatto femminile nel libro “Meri” di Fressura

OSILO. Le letture di Maria Antonietta Azzu (in italiano) e di Bachisio Solinas (in sardo) sono state la parte più intensa e coinvolgente della serata; ma tutte le fasi della presentazione di “Meri”,...

28 maggio 2014
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OSILO. Le letture di Maria Antonietta Azzu (in italiano) e di Bachisio Solinas (in sardo) sono state la parte più intensa e coinvolgente della serata; ma tutte le fasi della presentazione di “Meri”, il libro bilingue sardo-italiano di Gian Battista Fressura, hanno offerto idee e spunti di riflessione sulla Sardegna e sulla sua gente, su una modernizzazione spesso subita, più che scelta, sovrapposta alle dinamiche tradizionali della società sarda, più che naturale evoluzione di esse. E al centro c’erano sempre loro: i senza voce di “Baddesana” (o di Bono o di tutti i paesi della Sardegna), i poveri, gli ultimi, su cui Gian Battista Fressura sofferma il suo sguardo, sempre rispettoso e affettuoso, complice qualche volta, e all’occasione garbatamente ironico. Così era stato in “Adda’e riu”, il primo testo di narrativa del 2005, e poi in “A duru duru” del 2009, ed oggi in “Meri”. In questo caso, la differenza consiste nel fatto che al centro della scena ci sono le figure femminili: Meri (Mariantonia), la protagonista, la madre Peppa Brundu e la figlia di Meri, Deborah,aIl pubblico, non numerosissimo ma attento e partecipe, ha apprezzato i diversi momenti della serata. (m.b.)

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