La Nuova Sardegna

Sassari

A Putifigari arriva il commissario

di Leonardo Arru
A Putifigari arriva il commissario

Nomina della Regione dopo che il Tar ha decretato il pareggio alle Comunali e in attesa del Consiglio di Stato

30 maggio 2014
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PUTIFIGARI. Dopo la sentenza del Tar Sardegna, che decretava il pareggio nella sfida elettorale tra la lista “Insieme per Putifigari”, di Carta, e “Lavoriamo con Putifigari per cambiare”, di Piras, con una delibera del 27 maggio del presidente della regione Pigliaru, è stato nominato Giuseppe Luigi Deligia quale commissario straordinario «per la provvisoria gestione del comune di Putifigari, e fino alla definitività della sentenza sopra indicata». La scelta di nominare un commissario è stata dettata dal fatto che la sentenza del Tar che ha riportato in sostanziale parità il risultato elettorale, è ancora sub iudice, non essendo ancora definitiva, e sulla quale pende, comunque, un atto di appello presso il Consiglio di Stato presentato dalla lista Carta.

Le ultime elezioni comunali avevano visto prevalere Giancarlo Carta, ma il risultato elettorale era stato incerto fino all’ultima scheda, tant’è che lo scrutinio aveva decretato un perfetto pareggio, ma anche una manciata di schede contestate. Dopo frenetiche consultazioni con la Prefettura, i risultati fecero pendere l’ago della bilancia a favore della lista “Insieme per Putifigari”, guidata dall’attuale sindaco Giancarlo Carta, che vinse per un solo voto: 285 a 284. Con uno scarto così minimo, la lista n. 2 “Lavoriamo con Putifigari per cambiare” di Piras,ha proposto ricorso al Tar, al fine di una ulteriore verifica dei conteggi, ma anche per certificare l’assegnazione dei voti derivanti dalla valutazione delle schede contestate, e, in particolare, in riferimento a quelle schede che consentono «indicazione o costituirebbero un evidente segno di riconoscimento del voto”.

Nella sentenza del Tar ha trovato accoglimento proprio questo punto, che riguardava un voto di preferenza espresso in favore di una candidata della lista Carta. Quel voto, infatti, recava un inequivocabile segno di riconoscimento, un piccolo cuore, che secondo i giudici amministrativi «costituisce un elemento di oggettiva e consistente anomalia nella compilazione della scheda elettorale» e idoneo a renderla «facilmente riconoscibile». Nella valutazione del Tar è stato ritenuto corretto l’operato del presidente del seggio che aveva ritenuto validi a favore della lista del sindaco Carta, i voti di una scheda che recava anche il nome del genitore della candidata, poichè non è stato ritenuto come identificativo del voto; una seconda con un voto di lista per Carta, ma con preferenza ad un candidato della lista Piras; una terza scheda, annullata, recante i contrassegni su entrambe le liste, ma con un voto di preferenza per la lista Piras; una quarta, con voto di lista a favore di carta recante una serpentina. Ora l’arrivo del commissario, in attesa del responso del Consiglio di Stato sulla conferma o meno della sentenza del Tar Sardegna.

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