Il doloroso trasferimento di Madre Maria Arcangela
ITTIRI. Era il 1957 quando moriva monisgnor Arcangelo Mazzotti, arcivescovo di Sassari, e come atto di devozione per l'illustre prelato, Rita Deruda, 28 anni, di Ittiri, prendeva i voti di monaca...
ITTIRI. Era il 1957 quando moriva monisgnor Arcangelo Mazzotti, arcivescovo di Sassari, e come atto di devozione per l'illustre prelato, Rita Deruda, 28 anni, di Ittiri, prendeva i voti di monaca di clausura con il nome, appunto, di Madre Maria Arcangela. Dopo 57 anni di ininterrotto apostolato a favore dei poveri e diseredati di Sassari, soprattutto quelli del centro storico, Madre Maria Arcangela, assieme ad altre due sue consorelle, deve lasciare quel convento che non ha mai abbandonato, senza eccezione alcuna. Neppure in occasione del funerale del padre, quando l'allora arcivescovo monsignor Paolo Carta si rese disponibile a farla accompagnare ad Ittiri. Rifiutò. Tuttavia, il suo, non fu un atto di disobbedienza, anzi, quel gesto rappresentava l'assoluta osservanza delle regole della clausura.
Con la chiusura del convento di via Monache Cappuccine e il conseguente trasferimento delle ultime tre suore, si è aperto un triste percorso che, per una persona come Maria Arcangela, che ha consacrato la sua vita al servizio degli ultimi che vivono nel centro storico e che lei conosce uno per uno, rappresenta un evento imprevisto e dai risvolti imprevedibili. Questa volta, forse, non potrà opporre un rifiuto ad un ordine che le impone di andare in altra sede, con forti rischi per la sua salute. Infatti, quando in occasione di un suo forzato trasferimento, per motivi di salute, si rese necessario trasferirla in auto, ricorda un suo parente, l'autista dell'ambulanza fu costretto a fermarsi più volte in quanto l'autovettura, sulla quale non era mai salita, le procurava malore.
A Ittiri, dove l'ultra ottantenne suora è stimata non solo dai numerosi parenti ma da tanti concittadini che spesso vanno a trovarla in convento, ha destato molta sorpresa e non poco dispiacere apprendere che Madre Maria Arcangela soffre in silenzio la vigilia del suo trasferimento.
In occasione della messa di commiato l'arcivescovo, monsignor Paolo Atzei, ha pronunciato frasi di grande apprezzamento per l'impegno cristiano dell'umile suora di Ittiri definendola “Colei che ha dato tutto ai poveri”.
Non si danno pace i parenti e chiedono al Comune di Sassari l'impegno per un'eventuale assistenza socio sanitaria che possa impedire questo doloroso distacco. Lei, Madre Arcangela, non protesta, ma dalle sue lacrime si capisce la fatica e il dolore.
Non lo confessa, ma forse aspetta il miracolo: chiudere il suo percorso terreno stando vicino ai suoi poveri. E' chiedere troppo?
Vincenzo Masia
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