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Sassari

Tasi, corsa a ostacoli per pagare la nuova imposta

di Luca Fiori
Tasi, corsa a ostacoli per pagare la nuova imposta

Nei comuni che hanno deliberato quale aliquota applicare si paga entro il 16 giugno, per gli altri si rinvia a settembre, non ci sono bollettini prestampati, ogni contribuente deve fare il calcolo. Sassari tra le città più care

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SASSARI. Conto alla rovescia per il pagamento della Tasi. Dopo le richieste di rinvii, il saldo della prima rata della Tassa sui servizi indivisibili è stato spostato da giugno a settembre, ma solo per quei Comuni che il 23 maggio scorso non hanno deciso quale aliquota applicare. Per tutti gli altri si pagherà alla scadenza annunciata del 16 giugno.

L'acconto Tasi su seconde case, capannoni, negozi e uffici sarà rinviato a dopo l’estate solo nei Comuni che non hanno deciso le aliquote entro la data fissata dal Governo. Il rischio caos è dietro l’angolo: capire quando e quanto pagare non sarà semplice per tutti. Le famiglie sarde dei centri in cui la nuova (e complicata) imposta sui servizi indivisibili del Comune è stata approvata dovranno prepararsi a pagare entro due settimane, o poco meno.

La platea di contribuenti stavolta è anche più ampia visto che una parte spetta anche agli inquilini. Quindi anche loro devono tenere d’occhio le novità in arrivo. Servizi indivisibili. La Tasi è la nuova imposta sui servizi indivisibili che, insieme alla Tari, ha sostituito l'Imu. Almeno in parte, in realtà, perchè la vecchia imposta patrimoniale resiste ancora per seconde case, immobili di pregio, negozi e altri fabbricati. Le novità ci sono anche per chi non è proprietario perché sarà chiamato a pagare una quota tra il 10 e il 30 % della nuova tassa.

Ecco un vademecum sulla nuova imposizione immobiliare.

Le aliquote. La legge di stabilità fissava un tetto massimo al 2,5 per mille per la prima casa e al 10,6 per mille per la seconda (somma di Tasi e Imu). Il Governo è poi intervenuto per concedere ai Comuni la possibilità di aumentare le aliquote fino a un massimo dello 0,8%, distribuendo l'aumento tra prima e seconda casa. La maggiorazione deve essere però vincolata alla concessione delle detrazioni, scomparse a livello nazionale rispetto all’Imu.

Sassari non fa sconti. Con l'aliquota al 2 per mille per le abitazioni principali Sassari è una delle città italiane che non fa sconti per la riscossione della Tasi. Tradotto significa che l'ammontare dell’imposta inciderà sulle famiglie più dell’Imu, con un aumento di 28 euro rispetto alla vecchia tassa. A Cagliari ci sarà invece una riduzione di 85 euro rispetto alla vecchia tassa sulla casa. Nuoro e Oristano, come Olbia Quartu e Arzachena non sono riuscite ad approvare le delibere entro il 23 maggio e in quei centri i cittadini pagheranno a settembre. La Tasi è stata approvata invece ad Alghero, Iglesias, Tortolì e Porto Torres. Nella cittadina turritana l’aumento sarà notevole. Una famiglia con due figli con l’Imu al 5 per mille e la detrazione per la prima casa, con la vecchia imposta avrebbe pagato 36 euro. Con l’aliquota al 2,5 per mille e nessuna detrazione, una famiglia nelle stesse condizioni dovrà pagare 168 euro: il 370 percento in più. Ad Alghero per i possessori di prima casa e pertinenze, la principale novità rispetto all’Imu sulla prima casa riguarderà le detrazioni. I bonus fiscali infatti, nel passaggio Imu (200 euro più 50 per ogni figlio a carico prima dell’abolizione) a Tasi, chi ha una abitazione principale se prima annullava interamente il tributo tra detrazioni e bonus, con la Tasi non potrà. Paga il 2,5 per mille secondo la rendita catastale aggiornata. Nella delibera appena assunta dal commissario straordinario Antonello Scano, infatti, la Tasi non prevede detrazioni, ma solo una riduzione del 50 per cento se il nucleo familiare ha una certificazione Isee inferiore ai 4.500 euro. Per le prime case l'aliquota potrà salire fino a un massimo del 3,3 per mille. Per le seconde abitazioni si potrà arrivare all'11,4 per mille complessivo.

Su seconde case e tutti gli altri fabbricati - uffici, negozi, capannoni e così via - si pagano sia l'Imu che la Tasi. A Bortigiadas non si paga. Ci sono anche Comuni dell’isola in cui la tassa non si paga. A Bortigiadas, ad esempio, il più piccolo centro della Gallura, la tariffa per il 2014 è stata azzerata. Non solo, il consiglio comunale ha deliberato, all'unanimità, di mantenere anche le aliquote Imu minime e di non applicare l'addizionale comunale Irpef. «Abbiamo anche reperito le risorse finanziarie per un abbattimento della tassa sui rifiuti (la Tari) – spiega il sindaco Emiliano Deiana – abbassare le tasse si può. Dipende dalla volontà politica, laddove ci sono le condizioni di bilancio per poterlo fare».

Case in affitto. In questo caso si pagherà sia l'Imu che la Tasi con il limite massimo dell'11,4 per mille. L'Imu verrà pagata interamente dal proprietario, mentre la Tasi peserà anche sulle spalle dell’inquilino che dovrà versarne una quota compresa tra il 10 e il 30% a seconda della delibera comunale. Il calcolo. La base imponibile è la stessa dell'Imu. Si parte dunque dalla rendita catastale, la si rivaluta del 5% e si moltiplica il risultato per il coefficiente che varia in base al tipo di immobile (160 per le abitazioni). Su questo valore si applica l'aliquota comunale, con le eventuali detrazioni. Il calcolo può essere effettuato sul sito amministrazionicomunali.it. Ovviamente ci si può rivolgere anche ad un Caf o alla Confedilizia (la confederazione della proprietà edilizia) presente in molti capoluoghi. Seconde case. Per i possessori di seconde case resta fisso l'appuntamento del 16 giugno, quando dovranno pagare Imu e Tasi. Per la Tasi, in caso non sia stata deliberata un'aliquota dal Comune, dovranno pagare il 50% dell'aliquota base dell'1 per mille, togliendo però una quota forfettaria - del 10% annuo secondo alcune indicazioni delle Finanze (quindi il 5% per la prima rata), del 30% secondo Confedilizia - che spetta invece all'inquilino. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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