La Nuova Sardegna

Sassari

Un record di visitatori per monumenti aperti

di Gavino Masia
Un record di visitatori per monumenti aperti

Quasi 19mila presenze per i 27 siti, molti curiosi anche per la Torre Aragonese Le aree più gettonate sono quella di Turris Libisonis e L’antiquarium Turritano

3 MINUTI DI LETTURA





PORTO TORRES. I gioielli di archeologia antica e industriale rimangono un patrimonio inestimabile su cui l’amministrazione comunale e le altre istituzioni devono investire maggiormente. Al di là della quarta edizione di Monumenti Aperti, i visitatori dovrebbero avere più occasioni per ammirare le bellezze di Porto Torres. E’ stata comunque la manifestazione organizzata dall’associazione Imago Mundi onlus, col patrocinio del Comune, a dare visibilità da record ai 27 siti presenti nei confini turritani: le 18.988 firme apposte sui registri rappresentano infatti il nuovo primato di visite grazie anche al sostegno dell’Ente Parco Asinara, Soprintendenza per i beni archeologici, operatori culturali, associazioni e volontari. Ma i veri protagonisti di questa due giorni instancabile sono loro, gli alunni “ciceroni” di ogni ordine e grado che hanno dato brio ed entusiasmo mostrando personalità e sapere dalle loro postazioni. Una sinergia organizzativa con regolarità da orologio svizzero, dunque, dove l’unico neo, se così si può dire, era quello delle file molto lunghe quando l’ingresso al monumento doveva avvenire per gruppi di persone. Poco male, comunque, perché l’edizione di quest’anno ha superato quella del 2012: il sito con più presenze è l’Antiquarium Turritano (1585), seguito a ruota dalla vasta area archeologica di Turris Libisonis (1455) che non finisce mai di stupire. Numeri stupefacenti quelli della Torre Aragonese (1014), dove alla storia antica si univa quella moderna vissuta dai cassintegrati della Vinyls. La new entry delle Fornaci dell’area Ferromin ha soddisfatto le presenze (866), così la chiesa e gli ipogei di Balai Vicino (821) dove sono ancora presenti le statue lignee dei tre Martiri Turritani Gavino, Proto e Gianuario. La struttura moderna del Museo del Porto è stata apprezzata per la sua mostra sull’arte marinara (812), in egual misura il Faro che, nonostante la necessità di regolamentare gli accessi per questioni di sicurezza, ha registrato 775 visite. Per due giorni circa settecento studenti con magliette bianche e rosse si sono trasformati in guide turistiche sia nei siti cittadini sia in quelli dell’Asinara, ricostruendo storia della città attraverso cartelloni colorati esplicativi realizzati a mano ed esposti all’esterno e all’interno dei monumenti. I visitatori allergici alla camminata, o quelli che volevano recarsi presso monumenti ubicati in periferia (Su Crocifissu Mannu, Nuraghe Nieddu), hanno scelto di effettuare un tour a bordo del bus turistico Oreste messo a disposizione dall’Atp. C’è poi la musica che ha risuonato in luoghi suggestivi come la chiesa a picco sul mare di Balai, con i Cantori della Resurrezione, e quella dei giovanissimi coristi nel cortile della scuola elementare De Amicis. «Al di là dei numeri davvero superiori a ogni aspettativa _ sottolinea il sindaco Beniamino Scarpa _ questa manifestazione ha permesso a tantissimi studenti di riappropriarsi del patrimonio culturale di Porto Torres: l’obiettivo è quello di trasmettere alle nuove generazioni le informazioni sulle nostre origini e far crescere in loro la consapevolezza di vivere in una città unica, ricchissima di storia e, quindi, da difendere e pubblicizzare».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative