Campus universitario pieno di incognite
I fondi Cipe scadono a giugno e ancora non c’è la proroga, incertezza sul progetto dell’ex brefotrofio
SASSARI. Ancora una volta, sul destino del campus universitario, è arrivato il momento di inserire il conto alla rovescia. L’ipotesi dell’ex Brefotrofio, che l’Università e forse anche il Comune avevano già dato per scontata, non è così certa. Infatti all’orizzonte ci sono una serie di scadenze e di incognite da considerare.
La prima, tanto per cambiare, riguarda i soldi. Il finanziamento concesso dal Cipe mediante i fondi Fas, che ammonta a 20 milioni, non è eterno. Di proproga in proroga, l’ultima scadenza è fissata per il 30 giugno, e ancora l’Ersu non ha avuto comunicazione su un’ulteriore spostamento delle date. Certo, il fatto che la giunta Pigliaru abbia inserito la realizzazione del campus universitario nell’elenco delle opere strategiche, suggerisce ottimismo sulla certezza delle risorse. Il Ministero, infatti, aveva posto come condizione per un’eventuale proroga proprio questa sottolineatura da parte della Regione. Dunque, almeno a parole, i soldi dovrebbero essere in cassaforte, ma una comunicazione ufficiale del Cipe toglierebbe all’Ersu molti pensieri. E sarebbe tutto più semplice se lo slittamento dei termini per l’utilizzo dei fondi non fosse semestrale, ma venisse concesso un arco di tempo più ampio per vagliare le ipotesi progettuali. Ancora infatti, nonostante i tanti proclami, sul versante campus siamo in alto mare. La commissione che avrebbe dovuto valutare lo studio di fattibilità presentato dall’Università per la struttura dell’ex Brefotrofio, ancora non si è espressa. Si è perso tempo perché uno dei componenti è stato sostituito per incompatibilità, e il sei maggio i commissari si sono rimessi al lavoro. Al momento non ancora è detto che l’ipotesi di via Delle Croci possa andare in porto. Infatti l’ex Brefotrofio era già stato scartato dal Cda dell’Ersu nel 2012 in tre diverse sedute, e anche l’ufficio tecnico dell’ente, in una relazione si era espresso in maniera contraria. Il problema più grosso riguardava la destinazione d’uso dell’area che sia il Prg che il Puc indiduano come un’area servizi ricompresa in una sottozona abilitata ad ospitare strutture ospedaliere. Non per niente l’Aou era interessata all’acquisto dell’ex Brefotrofio per inserirlo all’interno della cittadella sanitaria. Il bando del Cipe invece richiedeva che le aree avessero i requisiti urbanistici, e perché ciò avvenga sarà necessario che il Comune adotti una variante al Piano. Dunque passaggio in consiglio comunale, e tempi tecnici di almeno due mesi. Ecco che se il Cipe non metterà nero su bianco la proroga, i 20 milioni andranno persi. Infine l’ultimo problema: l’ex Brefotrofio ha più di 50 anni e non è detto che la Soprintendenza conceda la possibilità di demolire. Il progetto presentato dall’Università prevede di radere al suolo e ricostruire l’edificio, in modo da sfruttare al meglio la cubatura e poter realizzare 300 posti letto per gli studenti. Ma se arrivasse il veto per la demolizione e l’unico intervento possibile fosse la ristrutturazione, allora i posti si ridurrebbero a 115, e i requisiti richiesti dal bando non verrebbero rispettati. Per questo l’Ersu nel frattempo si è coperto le spalle e ha già predisposto un nuovo bando pubblico da mandare subito in gara.
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