Da sette anni con la luce di cantiere
Una vera odissea e continui disagi per le centodieci famiglie che risiedono nelle palazzine di via Ortobene
SASSARI. Spesso niente è più definitivo del provvisorio e purtroppo non è solo un modo di dire. Centodieci famiglie da 7 anni usufruiscono della corrente elettrica grazie a un allaccio provvisorio realizzato a suo tempo per alimentare un cantiere che ora non c’è più. Succede in via Ortobene, a Sant’Orsola Nord, in un lotto praticamente nuovo realizzato a ridosso della Buddi Buddi. La denuncia arriva direttamente dal comitato di quartiere nato l’anno scorso per affrontare una serie di problemi mai risolti. Questa volta il disagio ricade su un blocco di palazzine costruito attorno al 2007 dove non meno di tremila persone vivono nell’incubo costante. Avere la corrente tramite un allaccio di cantiere, infatti, significa fare i conti con una serie di difficoltà non da poco, a cominciare con gli sbalzi di tensione che periodicamente “bruciano” i terminali degli elettrodomestici. Da quelle parti più d’uno, in questi anni, si è dovuto rassegnare a sostituire frigo, televisori e computer, qualcuno ci ha perfino rimesso i file in cui erano archiviati dati preziosi. Stando a ciò che racconta Francesco Sanna, presidente del neonato comitato di Sant’Orsola, sembra che a monte della vicenda ci sia un vincolo d’ipoteca sull’area in cui sarebbe dovuta sorgere la cabina. «L’impresa che aveva realizzato il lotto - spiega Sanna - aveva avuto delle difficoltà, in seguito le banche avevano fatto scattare l’ipoteca e i proprietari, a casa ultimata, si erano trovati con una rogna». Ma quello degli sbalzi rischia di essere un problema marginale se si pensa ai salti mortali che l’amministratore deve fare ogni bimestre per risalire ai consumi. Per limitare al minimo ogni possibile contestazione, in ogni appartamento è stato installato un contascatti. Alla cifra indicata viene sommata la quota fissa per poi fare la divisione. E se un condomino, per qualsiasi motivo, risultasse moroso? «L’Enel stacca la corrente in blocco _ prosegue Francesco Sanna _ è già successo e non è stata una passeggiata». I cittadini, negli anni, hanno segnalato il problema più volte tanto all’Enel quanto al Comune, ma la questione è legata al vincolo d’ipoteca su cui pare che la banca non transiga. Pare che per installare la cabina, l’Enel chieda la proprietà di una parte dell’area e un atto notarile che metta nero su bianco. L’altra soluzione, forse più semplice, è ricavare lo spazio per la cabina da un’altra parte, a cento metri di distanza da quella prevista nel progetto, in una porzione di terreno dove da sette anni c’è quello che doveva essere l’allaccio provvisorio. «L’area è comunale _ dice ancora il presidente del comitato _ ma come spesso accade c’è il solito rimpallo tra assessorati, un cavillo burocratico che non è mai stato affrontato». Ultimo, e non per importanza, l’aspetto legato alla sicurezza: il grosso cavo di alimentazione penzola a mezz’aria sostenuto a stento da una struttura posticcia in legno e la cassetta con l’interruttore è a “tiro” di ragazzino. Insomma, la gente a Sant’Orsola è davvero esasperata e ora, con la nuova giunta in dirittura d’arrivo, pensa sia arrivato il momento di ritornare alla carica: «Ci rivolgiamo con fiducia al nuovo sindaco Nicola Sanna _ conclude il presidente del comitato _ perché possa predisporre un intervento urgente e risolvere una volta per tutte questa situazione inaccettabile».
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