«Il mio risultato non è figlio della preferenza di genere»
SORSO. «Il mio risultato non è figlio della preferenza di genere». È con queste parole che il vice sindaco Marivanna Pulino rispedisce al mittente l’ipotesi di “voto sfalsato” rispetto al suo exploit...
SORSO. «Il mio risultato non è figlio della preferenza di genere». È con queste parole che il vice sindaco Marivanna Pulino rispedisce al mittente l’ipotesi di “voto sfalsato” rispetto al suo exploit elettorale (1091 preferenze). «Sono stata la più votata in assoluto in tutti i comuni italiani sotto i 15mila abitanti», dichiara Pulino. Meglio di lei ha fatto il consigliere Luigi Bosco, di Casapulla nel casertano, raccogliendo 1152 voti personali. Contro gli effetti del voto di preferenza di genere si era schierato Antonello Peru che, a dirla in termini rallystici, della coalizione di centro destra è il navigatore. «È un concetto poco democratico che rischia di dare l’impressione di “fregare” il voto», aveva commentato a proposito della doppia preferenza il vice presidente del Consiglio regionale che, tra l’altro, in Regione ha votato contro. Di diverso avviso è il vice sindaco Pulino, che è convinta della bontà e unicità del suo risultato, vale a dire voti personali e non doppi. «Non mi sento una miracolata del voto di genere, in quanto sia in questa consultazione elettorale, che nelle precedenti, in cui non era prevista la preferenza di genere, ho ottenuto larghi consensi», spiega una nota. Il vice sindaco, nel 2009 aveva raccolto 320 preferenze e oggi interviene a sottolineare l’unicità del suo risultato. «La vera notizia è che con 1100 voti, io, sono stata la consigliera più votata in assoluto tra i 18 comuni sardi e tra i 28 comuni italiani fino ai 14.962 abitanti, chiamati al voto nelle recenti amministrative», sottolinea Pulino. A dirla tutta, meglio di lei ha fatto il consigliere Luigi Bosco, di Casapulla nel Casertano, raccogliendo 1152 voti personali: un vero record. Secondo Pulino, il suo risultato numerico racconta un’altra storia. «Questo risultato non è figlio della preferenza di genere “che sfalsa il voto”, ma è frutto di una pluriennale presenza e costante impegno per i cittadini, di un lavoro assiduo, di uno studio attento e di una ricerca concreta e faticosa di risposte alle esigenze dei cittadini tutti», continua il vice sindaco. Infine, un messaggio chiaro per chi è contrario alla rappresentanza femminile. «In Danimarca, Svezia, Finlandia e Norvegia, paesi dove il welfare è una realtà tangibile, le quote di genere sono state applicate diversi decenni fa, innescando così un meccanismo di parità, detta anche “discriminazione positiva”», conclude la nota. (s.s.)
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