Il “Sardegna pride” per un’isola friendly
Vladimir Luxuria presenta l’evento contro l’omofobia in programma ad Alghero: «Una manifestazione politica»
SASSARI. Non sarà una «sfilata di carnevale», per dirla come quelli che quando si parla di omosessualità storcono il naso. E non sarà nemmeno «la festa dei gay», per usare un’espressione comune persino a chi è tollerante o indifferente alla questione. «Il Pride Sardegna - spiega Vladimir Luxuria, in città per presentare l’evento in programma ad Alghero dal 21 al 28 giugno - va considerato a tutti gli effetti una manifestazione politica». Ed è realmente così, perché saranno i diritti dei cittadini al centro dei convegni, delle proiezioni di film, dei reading e degli spettacoli che nei prossimi giorni animeranno Sassari e la città catalana. Appuntamenti autofinanziati da una marea di associazioni per ribadire che il rispetto delle diversità deve passare anche da un percorso antisessista. E che nessuna persona è libera sinché ce ne sono altre oppresse.
Primo transgender in Europa a far parte di un parlamento, Luxuria (all’anagrafe Wladimiro Guadagno, nato a Foggia quarantanove anni fa) di discriminazioni ne sa qualcosa: nel 2006, appena varcato l’ingresso di Montecitorio, gli avversari politici l’avevano coperta d'insulti. Quello più naif le era piovuto dritto dritto da Alessandra Mussolini, la nipote del duce: «Meglio fascisti che froci». Quello meno gentile, invece, da Elisabetta Gardini, ora rieletta alle Europee con il simbolo di Forza Italia e all’epoca scandalizzata per aver visto la collega entrare nel bagno riservato alle donne.
Vecchie storie? Non esattamente, considerato che l’omofobia in Italia (e quindi anche in Sardegna) è ancora un problema irrisolto. «Pensavo che caghineri fosse un gruppo musicale, tipo i Tazenda», ci scherza su Vladimir. Ma in realtà c’è poco da ridere. Tanto che a vent’anni dal primo Pride organizzato in Italia (si tenne a Roma nel 1994) dal punto di vista della legislazione nulla è cambiato. «In realtà le altre nazioni hanno fatto tutte grandi passi in avanti, soltanto il nostro Paese è rimasto fermo», precisa Luxuria. Che poi lancia un appello al presidente del consiglio dei ministri Matteo Renzi. «Si liberi dagli omofobi e dia un impulso ai diritti civili», suggerisce l’ex onorevole riferendosi all’impegno assunto nella campagna elettorale per le primarie del Pd dall’allora aspirante segretario. «Aveva annunciato che nei primi cento giorni di governo avrebbe proposto le unioni civili - racconta Luxuria -, ma dopo l’alleanza con Alfano, rappresentante di un partito più omofobo di Forza Italia e in cui milita anche Giovanardi, i diritti civili e lo ius soli non vengono più affrontati». E infine ricorda che Renzi partecipò al Family day organizzato nel 2007 contro i Dico del governo Prodi «Ma le persone possono cambiare - osserva l’attivista per i diritti degli omosessuali e dei transgender - e il risultato enorme del Pd alle ultime Europee dovrebbe consentire a Renzi di sentirsi più forte e avere il coraggio datogli dal popolo per dire ad Alfano: sei una pulce con la tosse».
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