Processo contro Caria, Comune di Bologna parte civile
SASSARI. Il gup di Bologna Gianluca Petragnani Gelosi ha ammesso tutte le costituzioni di parte civile nel corso dell’udienza preliminare per Giulio Caria, l’uomo accusato di aver ucciso la compagna...
SASSARI. Il gup di Bologna Gianluca Petragnani Gelosi ha ammesso tutte le costituzioni di parte civile nel corso dell’udienza preliminare per Giulio Caria, l’uomo accusato di aver ucciso la compagna Silvia Caramazza, trovata morta in un freezer a Bologna il 27 giugno dello scorso anno. Si tratta di alcuni familiari della vittima, del Comune di Bologna e dell’Udi (Unione donne in Italia). L’udienza è stata poi rinviata. È possibile che la difesa di Caria (gli avvocati Agostinangelo Marras e Savino Lupo) chieda il rito abbreviato condizionato a una perizia psichiatrica, anche se la richiesta verrà quasi certamente formalizzata nella prossima udienza. Ieri in aula era presente lo stesso Caria, arrivato al palazzo di giustizia in jeans e camicia bianca accompagnato dagli agenti della polizia penitenziaria.
È accusato di omicidio aggravato da stalking (iniziato a ottobre 2011), da aver agito con crudeltà e da occultamento di cadavere. Contestate anche le minacce a testimoni con lettere spedite dal carcere – dove tutt’ora si trova – e il furto di bancomat e carta di credito della convivente.
Il sostituto procuratore Gabriella Tavano nel 415 bis aveva definito «condotte di persecuzione» quelle che l’uomo avrebbe messo in atto nei confronti della donna di 39 anni che diceva di amare. Microspie a casa e persino nella borsetta per seguire ogni spostamento. Controlli alle mail della fidanzata che venivano «raggirate – scrive il pm – simulando l’intervento di inesistenti investigatori privati». Fino ad arrivare al 6 giugno del 2013 quando Caria avrebbe telefonato «a Linea Distribuzione spa (società che si occupa dell’erogazione del gas a Pavia) per segnalare una finta fuga di gas nella casa dove la vittima viveva temporaneamente, al fine di suscitare in lei turbamento e paura».
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