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Sassari

Sit-in di «A Manca» davanti al tribunale di Sassari

Sit-in di «A Manca» davanti al tribunale di Sassari

Si è aperto il processo per i 18 indipendentisti sardi accusati di terrorismo. A deporre potrebbero essere chiamati tre ex ministri

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SASSARI. Stamane gli attivisti di «A Manca» hanno dato vita a un sit-in di protesta davanti al tribunale, dove oggi in corte d’assise si è aperto il processo per 18 indipendentisti sardi accusati di far parte di un’associazione sovversiva con finalità di terrorismo. La prossima udienza è stata fissata per il 10 ottobre.

Tre ex ministri dell’Interno - Beppe Pisanu, Giuliano Amato e Claudio Scajola - potrebbero essere chiamati a deporre. I loro nomi compaiono nella lista testi depositata da uno dei difensori degli impuntati, legati ad «A manca pro s’indipendentzia». La lista, presentata dall’avvocato Gianfranco Sollai, sarà vagliata dalla corte d’Assise che stabilirà se chiamare i tre ex ministri al banco dei testimoni.

Stando all’inchiesta, condotta dal pm Paolo De Angelis, i Nuclei proletari per il comunismo e organizzazione indipendentista rivoluzionaria - lato «oscuro» di ’A Manca - avrebbero firmato una serie di attentati dal 2002, fino agli arresti di alcuni componenti scattati nel luglio 2006. Alla sbarra c’è anche l’ex ferroviere sassarese Bruno Bellomonte - assolto in primo e secondo grado dall’accusa di aver organizzato un attentato contro lo sfumato G8 alla Maddalena - e, con diversi ruoli teorici e operativi anche Massimiliano Nappi considerato l’ideologo.

L'indagine della Procura era nata dopo una serie di attentati rivendicati, fra il 2002 e il 2006, da Nuclei proletari per il comunismo (Npc) e dall'Organizzazione indipendentista rivoluzionaria (Oir). Gli esponenti di A Manca hanno presidiano via Roma per sensibilizzare l'opinione pubblica e chiedere «alla parte migliore del nostro popolo di manifestare al nostro fianco - hanno spiegato - per opporci a quest'attacco contro l'indipendentismo». L'11 luglio 2006 gli uomini delle forze dell'ordine fecero irruzione nelle case di 54 attivisti dell'area comunista-indipendentista, tra i quali numerosi iscritti al movimento A Manca. Per la Direzione distrettuale antiterrorismo di Cagliari le accuse per gli attentati sono «associazione sovversiva finalizzata all'attività terroristica e propaganda sovversiva». Il 3 dicembre 2013 il rinvio a giudizio per 18 di loro e lo spostamento del processo da Cagliari a Sassari. «Le indagini avviate oltre dieci anni fa sono costate milioni di euro fra pedinamenti, intercettazioni e sofisticate apparecchiature trovate nelle case e nelle auto di molti attivisti - ha sottolineato A Manca - senza parlare del costo umano rappresentato dalle carcerazioni e dalla sorveglianza oppressiva e onnipresente nella vita di tanti patrioti. Nonostante tutto l'apparato repressivo italiano non ha addotto alcuna prova concreta a sostegno delle sue accuse»

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