La Nuova Sardegna

Sassari

Giunta Sanna, del caso si discute a Cagliari nella direzione del Pd

di Giovanni Bua
Giunta Sanna, del caso si discute a Cagliari nella direzione del Pd

Dopo l'ennesima riunione fino a tarda notte, con due consiglieri degli alleati che si dicono già pronti a passare all’opposizione, appuntamento nel capoluogo con i protagonisti del braccio di ferro

4 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Sarà la direzione regionale del Pd, fissata per questo pomeriggio in via Emilia a Cagliari, a sbrogliare la matassa con cui Nicola Sanna, il sindaco di Sassari eletto col 65% delle preferenze, sta facendo i conti nel tentativo di varare la nuova Giunta comunale. Oggi l'appuntamento è a Cagliari tra i protagonisti del braccio di ferro che vede contrapposte le due anime del partito.

Trattative a oltranza e nervi alle stelle in maggioranza. E non solo nel partito democratico, dentro cui si sta chiaramente giocando la vera partita per assegnare i nove posti in giunta, ma anche negli alleati. Con la lista ufficiosa (e per molti versi provocatoria) di assessori che l’entourage di Sanna ha fatto “uscire” sabato notte che ha mietuto le prime vittime. Almeno due consiglieri sarebbero infatti pronti a lasciare il loro partito e probabilmente passare all’opposizione.

Il primo è il decano del consiglio Tonino Falchi, che ha fatto chiaramente capire di non considerare un semplice pallino il desiderio di sedersi sulla poltrona di presidente del consiglio. E che, se ciò non avverrà, è pronto a trasferirsi armi e bagagli all’opposizione.

Il secondo è il neo consigliere del partito dei Sardi Giancarlo Serra. Che, saputo che l’eventuale poltrona di assessore in quota al PdS sarebbe toccata al Ottavio Sanna, ha mandato una nota di fuoco da cui non sarà semplice tornare indietro. Ma procediamo con ordine. Iniziando dalla riunione di ieri sera, iniziata alle 22 e andata avanti fino a tarda ora, ultimo tentativo di ricucire uno strappo che sabato notte stava per diventare definitivo.

La lista di assessori che era sul punto di diventare ufficiale è infatti palesemente una giunta di rottura estrema. Con un monocolore Pd del gruppo Sanna-Carbini-Spanedda-Marras che di fatto fa fuori sia l’area di Spissu-Lai-Ganau che quella di Salvatore Demontis. Una provocazione in piena regola, che oltrettutto farebbe saltare i nervi anche all’Upc (con i big che non sarebbero per nulla contenti della nomina di Marilena Paulotto), e, come abbiamo visto, a Tonino Falchi (la presidenza del consiglio in uno schema del genere andrebbe per forza a Ora Sì) e al consigliere del partito dei Sardi Serra.

Perché dunque Sanna avrebbe presentato una lista del genere che, se lo mette in completa minoranza in consiglio (l’imbarazzante proporzione è di 11 consiglieri di altre correnti a 2 suoi fedelissimi) pu dandogli il totale controllo della giunta?. Il motivo è semplice, la lista “vera”, che era già pronta da sabato pomeriggio, di nomi ne aveva dentro altri. E precisamente quelli di Antonio Piu (il più votato del Pd, vicino a Salvatore Demontis), di Esmeralda Ughi (area Spissu-Borghetto) e di Salvatore Sanna (area Lai). Una differenza non da poco, che avrebbe aperto le poret del consiglio ai tre che Sanna ha poi messo nelle “versione b” della giunta: Luca Taras, Francesca Fantato e Luigi Polano. Operazione che avrebbe riportato gli equilibri dentro il gruppo Pd a favore di Sanna e che è stata rimandata la mittente all’ultimo minuto. A quel punto il sindaco, con uno degli strappi che ormai stanno diventando uno dei suoi marchi di fabbrica, ha deciso di giocare pesante, ed è arrivato a un passo dal varare una giunta che i tre consiglieri che chiedeva di far entrare li trasformava in assessori.

Una giunta coraggiosa ma che avrebbe vita assai difficile visto che gli mancherebbe l’appoggio di tutti i rappresentanti cittadini del partito che hanno fatto man bassa di voti e di consiglieri alle ultime elezioni. Nomi che però avevano dentro un messaggio chiaro: Sanna non si vuole far mettere all’angolo. E, se l’accordo non verrò trovato presto, è disposto a rischiare tutto. Alla fine però sabato a tarda notte gli sherpa si sono messi in azione. La giunta di rottura è stata affondata, ed è stato fissato un vertice per ieri notte. Che, con un occhio ai risultati di Alghero, ha iniziato a mettere le basi per una nuova quadra.

Difficile capire quale sia la soluzione possibile e se si debba ripartire da capo. I punti critici di entrambi gli schemi che sono girati sabato infatti sono sotto gli occhi di tutti. E le reazioni, anche dure, già iniziate. Bastino per tutti le parole di Giancarlo Serra all’ipotesi che il suo coordinatore provinciale Ottavio Sanna diventi assessore: «Un trombato alle regionali esce dalla porta e rientra dalla finestra, Se questo è il nuovo modo di fare politica, valuto seriamente e a malincuore di lasciare un partito nel quale ho creduto sino ad oggi e al quale con il mio personale contributo ho reso possibile la sua presenza in consiglio».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
La tragedia

Incidente mortale sulla provinciale: chi è la vittima

Le nostre iniziative