Bonifiche, 100mila euro per l’ex Cementificio
Il Comune stanzierà risorse proprie per mettere in sicurezza l’area fatiscente I prossimi interventi riguarderanno l’autoparco e il deposito di gomme usate
PORTO TORRES. L’amministrazione comunale sta predisponendo tutti gli atti necessari per mettere in sicurezza tutta l’area dell’ex cementificio della zona industriale in cui persistono rifiuti definiti “pericolosi e inquinanti” che mettono a serio rischio la salute pubblica. L’intervento era stato già programmato in occasione dell’approvazione dell’avanzo di amministrazione, che aveva destinato una quota di 149mila euro per bonificare tre siti privati all’interno dei confini comunali. L’ex cementificio (Mediterranea ’96) è il primo intervento di una certa consistenza, cui saranno affidati lavori per circa 100mila euro, mentre gli altri siti sono l’autoparco e il deposito gomme usate della Grandi estrazioni. Il vecchio cementificio, di proprietà di Flavio Carboni, era stato oggetto di un sopralluogo dei carabinieri del Noe, che avevano verificato sia lo stato di pericolo delle costruzioni del perimetro e degli stabili fatiscenti sia il cumulo di rifiuti all’interno dell’area. Nel 2007 l’allora sindaco Luciano Mura aveva firmato un’ordinanza con la quale intimava ai proprietari degli impianti di mettere in sicurezza l’area e procedere alla bonifica, senza ricevere alcuna risposta positiva in merito a quel provvedimento e a tutte le altre comunicazioni inviate dal Comune ai proprietari. L’ultima ricognizione degli uffici comunali sulla proprietà Mediterranea ’96, ora in liquidazione, ha individuato un avvocato liquidatore che risiede in Svizzera, che probabilmente non ha alcuna intenzione di cacciare i soldi per far bonificare una struttura che sta cadendo a pezzi. Il Comune è quindi costretto a stanziare risorse proprie, togliendole momentaneamente a interventi destinati ad asfalti e manutenzioni varie, per bonificare quelle aree, e come ulteriore beffa si trova nell’impossibilità di inseguire i diretti responsabili dei disastri ambientali. Secondo l’assessore all’Ambiente Gavino Gaspa è necessario introdurre provvedimenti legislativi che consentano di “confiscare”, come avviene per i reati di mafia, quei beni che pregiudicano la salute pubblica, in particolare quelli che neanche dopo venti anni sono stati bonificati dai legittimi proprietari. Una provocazione da girare magari ai parlamentari del territorio, ricordando che quei ruderi industriali di Porto Torres nel passato hanno dato tanta occupazione a sardi e forestieri. Nel frattempo, però, è sempre l’amministrazione ad aprire la borsa: la giunta ha infatti chiesto al settore Finanziario di trovare altre 50mila euro per intervenire su altre discariche presenti in città.
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