La Nuova Sardegna

Sassari

Un viaggio lungo 100 anni sempre insieme ai bambini

di Gavino Masia
Un viaggio lungo 100 anni sempre insieme ai bambini

Avviate le celebrazioni del secolo di vita della scuola dell’infanzia non statale Generazioni di giovani sono cresciuti con il modello educativo di “via Petronia”

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PORTO TORRES. Un secolo di vita con lo stesso obiettivo di sempre, al di là dei diversi insegnanti e dell’evoluzione dei tempi: educare i bambini portotorrresi a una formazione integrale dell’individuo. La storica fondazione “Gianuario Biccheddu” ha festeggiato ieri mattina la prima giornata del centenario della scuola per l’infanzia - alla presenza di genitori, maestre, arcivescovo di Sassari padre Paolo Atzei, presidente della fondazione Rossella Masala e sindaco Beniamino Scarpa - e proseguirà oggi con altri due appuntamenti. Dalle 10 alle 12 la scuola di via Petronia ospiterà una mostra fotografica che ripercorre i lunghi anni della sua esistenza, mentre alle 17 nella sala Filippo Canu si terrà la conferenza "100 anni per l'infanzia" con relatore d’eccezione il pedagogista Lorenzo Braina.

L’asilo comincia la sua lunga storia con la creazione di un “Giardino per l’infanzia” il 4 giugno 1914 in un aula della scuola elementare De Amicis, su invito dell’ispettore scolastico Emanuele Scano che aveva a cuore la fondazione di un istituto che si prendesse cura dell’infanzia. Primo presidente fu nominato Eugenio Solinas, che dispose l’apertura del Giardino il 15 dicembre 1915 e ordinò subito 51 tavolinetti con “seggiolina a scheletro”, che costavano undici lire ciascuno, e la presenza di 32 bambini dai 4 ai 6 anni: 20 furono ammessi gratuitamente - soprattutto orfani di padre, madre o entrambi i genitori -, mentre gli atri pagavano una retta di due lire. Nel 1928 avviene la trasformazione in asilo infantile, applicando il metodo aportiano che privilegiava l’educazione religiosa, e come insegnanti vennero chiamate le suore Figlie della Carità. Fu una scelta del consiglio di amministrazione della scuola finalizzata al mantenimento dell’autonomia, per mantenere un certo grado di libertà sia in campo economico che nella formazione didattica. La scuola visse sotto questa denominazione dal 1928 al 1968, e anche durante il periodo fascista e nel dopoguerra riuscì a garantire quotidianamente assistenza e refezione calda a tutti i bambini nonostante la difficile situazione economica. Anche dopo la creazione della scuola materna statale, nel ’68, il consiglio di amministrazione decise di mantenere la propria autonomia diventando (come oggi) una scuola non statale. Negli anni ’90 l’introduzione di personale laico, con una programmazione che non discostava molto da quella nazionale, e nel 2009 la scuola viene riconosciuta come Fondazione di diritto privato mantenendo l’autonomia gestionale. La scuola oggi è invece creazione di laboratori che svolge, come allora, un ruolo importante di assistenza, custodia, prevenzione ed educazione delle generazioni di bambini che si sono susseguiti nel corso di cento anni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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