Osilo, la poesia per combattere i pregiudizi
Successo per l’incontro “Diversi in versi” che si è tenuto nella biblioteca comunale
OSILO. Pulcette e dromedari, pesci e giraffe, ranocchie ed elefanti. Ma anche portieri che vogliono fare le principesse e principesse che vogliono fare i portieri. Tante storie per raccontare la diversità: dalla disabilità alle differenze fisiche, di pensiero, di religione e di orientamento sessuale. Sono le tematiche affrontate nella serata “Diversi in versi”, organizzata dalla biblioteca comunale dalla cooperativa Studio e progetto 2 e dalla scuola elementare di Osilo. Sul palco, mamme, bambini e insegnanti, a raccontare attraverso la lettura e la recitazione di fiabe e poesie, i temi della differenza, e a sostenere i valori della comprensione, dell’accoglienza, dell’inclusione. La serata è stata introdotta dalla bibliotecaria Caterina Solinas e dalla maestra Margherita Bassu, che hanno spiegato l’importanza di una riflessione sulle diversità quale magico paradosso che rende tutti uguali. “Tutti, infatti, siamo diversi e speciali”, hanno detto. Le storie sono state accompagnate dalla proiezione delle splendide illustrazioni dei libri e dai disegni, altrettanto significativi, realizzati dai bambini. Degno di nota il livello di preparazione dei bambini, che hanno recitato con passione ed entusiasmo, spesso a memoria, interi racconti e poesie. I racconti ormai classici di Gianni Rodari e Leo Lionni, hanno affiancato quelli contemporanei di Antonella Abbatiello, Beatrice Alemagna, Manuela Salvi, Henri Meunier, Isabelle Carrier, Mats Letén. L’apertura della serata era affidata a Maria Carta, coordinatrice del gruppo delle mamme, che ha letto l’art. 13 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, sulla libera circolazione delle persone. L’ultima lettura ha visto la toccante interpretazione della maestra Susanna Tolu di un passo tratto da “Il razzismo spiegato a mia figlia” di Tahar Ben Jelloun. In mezzo, le letture e le drammatizzazioni degli alunni della scuola elementare di Osilo, delle insegnanti e delle mamme: Maria Carta, Paola Casu, Valeria Cavaglieri, Nadia Masu, Annarita Meloni, Franca Pinna, Margherita Urgeghe. Il festival da cui la serata ha preso le mosse, si intitolava significativamente “Oltre le righe”, ad indicare un invito a vedere oltre le linee: del testo letterario, del pentagramma musicale, ma anche degli orizzonti. E la risposta del pubblico di una sala dell’ex mercato stracolma di gente, ha fatto intendere agli organizzatori che il messaggio è arrivato, e che quantomeno a livello di percezione razionale, se non ancora di moto profondo dell’anima, la diversità dell’altro farà un po’ meno paura.
Mario Bonu
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