«L’auto si è piantata: l’asfalto si è aperto e sprofondavo»
In località Lu Barrili un conducente è vivo per miracolo La scalinata di via Mazzini trasformata in una cascata
SORSO. «Guidavo verso casa e l’auto si è improvvisamente piantata per terra. Pensavo di essermi impantanato e invece sprofondavo». È il racconto di Vittorio, residente nell’agro in località “Lu Barrili”, che ancora non si capacita di quello che gli è successo. Ieri pomeriggio, mentre rientrava nella casa di campagna dopo una giornata di lavoro, si è imbucato nella solita stradina sterrata che dal prolungamento di via Puggioni porta alla sua proprietà. Ma la sua auto è finita in una voragine aperta all’improvviso nel terreno. Il fiume d’acqua che scorreva dalla città ha inghiottito la strada che a sua volta ha letteralmente risucchiato il veicolo. Il conducente ha fatto in tempo a schizzare fuori dall’abitacolo. Per tirare fuori dalla voragine l’Opel Astra è stato necessario l’intervento di una gru. Ora la zona è isolata, e con essa anche le 10 famiglie che ci abitano.
Quello che è successo ieri a Sorso molti non l’hanno mai visto: chi può ricordarlo cita all’alluvione del 1967. Questa volta è andata meglio, ma è stata una vera e propria bomba d’acqua quella che ha colpito il centro urbano. Stesso discorso per l’agro, dove alcune campagne risultano impraticabili (con ingenti danni alle colture), mentre in altre parti il temporale è passato quasi impercettibile, come tanti altri. Un fiume in piena è arrivato a tutta forza dalle parti alte della città guadagnando vigore e pressione metro dopo metro. Come nel caso della scalinata che da via Mazzini conduce in via Lussemburgo: un video mostra una forza distruttrice impressionante. La stessa forza che ha agito lungo la rete fognaria della città per ore, facendo saltare il lastricato del corso Vittorio Emanuele, allagando le cantine delle abitazioni in via Colombo, via Morante, viale Porto Torres e molte altre zone. Si contano danni anche alle scuole medie “ex Cress”, dove l’imponente muro di contenimento che separa i campetti del plesso scolastico e l’area della stazione ferroviaria, si è letteralmente disintegrato sotto la furia dell’acqua che arrivava da via Europa. Anche al cimitero comunale è venuta giù una muraglia che si è portata dietro alcune tombe e le spoglie in esse custodite, regalando un triste spettacolo ai passanti incuriositi. Il centro polivalente di via Dessì è stato inondando dal fango, come anche il parquet interno. Le zone più colpite sono state quelle a valle che si trovano lungo il deflusso naturale delle acque. E quindi, il lavatoio comunale è stato sommerso da un paio di metri d’acqua, e la strada che conduce alla zona artigianale, rifatta a nuovo da pochi mesi. Un’altra zona di deflusso è quella che costeggia via Salvo d’Acquisto, che va a degradare verso la SP 130, dove si trova un centro sportivo che è stato colpito in maniera seria. Infine, la Marina di Sorso, che in pratica - insieme al Rio Preddugnanu - si è vista scaricare tutte le precipitazioni cadute sulla Romangia, portandone i segni profondi lungo tutto l’arenile. Altri numerosi danni si contano lungo tutto l’agro, in alcuni punti diventato una vera e propria piscina, come nelle località “Monti” e “Lu Parunaggiu”.
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