Agricoltori e viticoltori in ginocchio: «Servono aiuti»
Sennori, gli operatori chiedono che a fare la stima dei danni sia un agronomo incaricato dal Comune
SENNORI. La conta dei danni aumenta ora dopo ora. Nell’agro di Sennori agricoltori e viticoltori sono in ginocchio. Ieri mattina, una ventina di loro si sono presentati in Comune durante la seduta del consiglio comunale. «Chiediamo una risposta forte da parte delle istituzioni», hanno detto. Momenti di tensione subito placati, prima dall’interlocuzione del deputato sennorese Nicola Bianchi (M5S) – che seguiva i lavori dell’assemblea – e poi dal vice sindaco Giovanni Cocco che ricevendo la delegazione ha garantito «faremo il possibile». I proprietari sennoresi, fortemente colpiti dagli allagamenti che hanno invaso centinaia di ettari di terreni, chiedono che a stimare i danni subiti sia un unico agronomo incaricato dal Comune, così da evitare di sborsare di tasca loro ulteriori denari. «Ho parlato con il gruppo di sennoresi che sono recati in municipio. Avanzerò la loro proposta direttamente all’assessore regionale all’Ambiente domani mattina (oggi, ndc), spiega Cocco.
Vigne e orti inondati. Una delle aziende vitivinicole sennoresi più colpite è la cantina Casada, i cui terreni si trovano in “Badde Casos” e “Su Pianu e su Furru”. Si tratta di circa 10 ettari compromessi dagli allagamenti e dalla grandinata record che si è abbattuta sulla Romangia. «I danni maggiori si registrano nella tenuta di “Badde Casos”, dove orientativamente perderemo il 75 per cento della produzione», spiega Salvatore Cossu, dipendente delle società sennorese. Di gravi problemi soffre anche tutta la viabilità rurale. «Ho provato a raggiungere la vigna in furgone ma non c’è stato niente da fare: mi son ritrovato davanti una voragine lunga 200 metri», racconta Cossu.
Fango. Ora ci sarà da lavorare per liberare la vigna dal fango e dai detriti trascinati a valle dall’onda. Mentre si dovrà aspettare almeno un paio di settimane per quantificare in modo preciso l’entità economica delle perdite. Una cosa è certa: tutti i maggiori produttori di vino e ortaggi sennoresi che si trovano lungo il fiume Silis sono stati colpiti.
Le case nell’agro. Una zona critica è quella di “Badde Porcheddu” che, degradando verso il fiume Silis, è il punto di concentrazione di tutte le acque del compluvio naturale che si sviluppa da Nulvi. Rachele, che nella zona ci abita, non era in casa al momento del nubifragio. Un sentore di paura l’ha avuto mentre percorreva la Sp29 per tornare a casa. «Non c’era più il giardino – spiega la donna – né la recinzione. Ho visto la casa in mezzo a una piscina gigantesca È stata una fortuna essere partiti pochi giorni prima del disastro».
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