La Nuova Sardegna

Sassari

Erittu, conto alla rovescia per la sentenza

di Nadia Cossu
Erittu, conto alla rovescia per la sentenza

Ieri le repliche del pm e degli avvocati prima della camera di consiglio prevista per lunedì

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SASSARI. Hanno ripercorso le fasi più importanti del processo, hanno ribadito concetti sui quali ciascuno ha costruito e sostenuto con forza le proprie verità in fase di discussione.

Ieri, davanti ai giudici della corte d’assise presieduti da Pietro Fanile la fase delle repliche nel processo sulla morte di Marco Erittu a San Sebastiano (18 novembre 2007) si è aperta con il pm Giovanni Porcheddu che ha replicato ai difensori in merito ai dubbi sulla credibilità di Giuseppe Bigella (reoconfesso dell’omicidio e chiamante in correità di Pino Vandi, Nicolino Pinna e Mario Sanna). Dubbi che erano stati sollevati dalla difesa ad esempio sulla ricostruzione del delitto fornita dal pentito il quale aveva sostenuto di aver ucciso Erittu soffocandolo con un sacchetto di plastica. A Pinna spettava invece il compito di simulare il suicidio per impiccamento tagliando una striscia della coperta che era in cella. I periti hanno stabilito però che quella striscia non è dello stesso tessuto. Per la difesa, quindi, Bigella mente. «Secondo l’avvocato Rovelli – ha detto Porcheddu – la striscia potrebbe essere arrivata dalla finestra aperta oppure era nascosta nel cuscino della vittima. Una ricostruzione fantasiosa. Mentre la mia è realistica: la coperta è stata sostituita dopo, quando c’è stato l’inquinamento delle prove in cella».

L’avvocato Marco Costa (parte civile per i familiari della vittima insieme a Nicola Satta e Lorenzo Galisai), ha replicato alla possibilità che Erittu volesse mettere in atto un gesto dimostrativo che gli sarebbe poi sfuggito di mano. «Il gesto dimostrativo deve essere visibile e suscitare attenzione. Erittu lo avrebbe fatto in una cella solitaria, in un momento in cui non erano presenti le guardie, mettendosi una corda al collo e coprendosi con la coperta?».

«Tutti i riscontri – ha detto Mattia Doneddu (che assiste Mario Sanna con Marras) – non sono stati rinvenuti». «Silenzio assordante della Procura – ha aggiunto Gabriele Satta (difensore di Giuseppe Soggiu) – su tanti elementi difensivi che abbiamo trattato» «Bigella usa la calunnia per “uccidere” gli imputati» ha sostenuto Giulio Fais (difensore dell’agente Faedda). «Doveva essere fornita una prova granitica del come e del perché Sanna si sarebbe prestato a questo piano criminale – ha detto Agostinangelo Marras – e invece nulla è stato detto a proposito». Lunedì è attesa la sentenza.

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