Giunta, tensione alle stelle L’accordo non si trova
Ennesima nota degli undici del “gruppo Mameli” durissimi contro il sindaco «Questo è il “suo” esecutivo e non rappresenta la volontà degli elettori»
SASSARI. Weekend di riflessione dentro il Pd, con gli ultimi tentativi degli sherpa di ricucire uno strappo che non sembra però facilmente sanabile. A rompere l’impasse potrebbe arrivare lunedì la proclamazione degli eletti. Con il sindaco Sanna che ha annunciato tempi brevissimi per la convocazione del primo consiglio e l’entourage del primo cittadino che si dice convintissimo che, una volta dentro l’aula, la durezza degli undici “mameliani” del Pd (nel senso che hanno appoggiato Angela Mameli alle primarie, pur provenendo da due, se non tre, correnti diverse) verrà progressivamente meno.
Un rischio non da poco, almeno a leggere l’ennesima nota di fuoco mandata dal gruppo di consiglieri Pd che contesta la composizione della giunta, definendola «l’esecutivo del sindaco» e promettendo battaglia tra i banchi del consiglio comunale.
«Le dichiarazioni, non necessarie, né utili, rilasciate dal sindaco in seguito a una riunione informale e interlocutoria con gli eletti nella lista del Pd – attaccano Esmeralda Ughi, Pierpaolo Bazzoni, Lisa Benvenuto, Gianni Crobu, Valeria Fadda, Carla Fundoni, Giuseppe Masala, Lello Panu, Stefano Perrone, Antonio Piu e Salvatore Sanna – confermano la determinazione, già dimostrata con la nomina di una giunta di non eletti o di bocciati dal corpo elettorale, di non tenere in alcun conto il risultato delle urne. La nomina di questa giunta è avvenuta senza alcun preventivo confronto né con i rappresentanti del Pd né tanto meno con gli eletti. Il sindaco ha scelto di negare ogni principio di dialogo e confronto politico, ha scelto di non aprire un tavolo di condivisione e partecipazione, preferendo come modalità interlocutoria l'approccio ai singoli e la richiesta di ingresso in giunta a titolo personale, in un quadro fumoso di deleghe e di competenze. Solo a seguito dell'auto convocazione degli eletti il sindaco ha sentito il bisogno di un incontro. Durante la riunione il sindaco si è arroccato sulle sue posizioni, non consentendo di fatto un confronto concreto e responsabile, ma ha continuato ad avanzare la perentoria richiesta di ingresso in giunta dei soli eletti, che è apparsa più come risposta ai primi dei non eletti, tutti appartenenti alle aree che lo hanno sostenuto alle primarie, che rispondente a severi criteri di rappresentanza e rappresentatività o di competenza».
«Poiché non andiamo alla ricerca di posti assessoriali, a questa condizione non siamo interessati a una proposta insufficiente, inadeguata, non rispondente al risultato che gli elettori ci hanno affidato. Pertanto ribadiamo che l'esecutivo in carica è l'esecutivo del sindaco e, per quanto ci riguarda, è un esecutivo che non risponde nella maniera più assoluta all'equilibrio e alla rappresentatività prodottasi con il voto popolare, ma riproduce una banale e arrogante logica correntizia, la stessa che propagandisticamente egli stesso dice di voler superare. Accade così che un'area che non è riuscita ad eleggere nessun consigliere si ritrovi con ben due assessori e un'altra che ne ha letto uno, abbia ugualmente due assessori». «Chiediamo con fermezza, ancora una volta, al sindaco di riflettere sulle conseguenze delle sue azioni e di utilizzare le sue prerogative politiche e istituzionali per ripartire da zero. Il mantenimento della situazione attuale segna un pessimo inizio e può produrre soltanto tensioni nella amministrazione e nelle decisioni fra consiglio e giunta di cui ciascuno assumerà responsabilità ma che, come è evidente vanno anzitutto ricercate nelle decisioni assunte dal primo cittadino».
Altra partita poi quella legata al congresso cittadino entro il 15 luglio. La decisione sarà presa lunedì in direttivo. Sfaccettate le posizioni. Contrario sarebbe infatti, oltre al blocco Sanna, anche Salvatore Demontis.
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