Artigiani in rivolta contro la Tasi
Raccolta di firme per protestare contro le nuove tasse: «Siamo in ginocchio, è il colpo di grazia»
OZIERI. Artigiani sul piede di guerra contro «l’esagerato inasprimento fiscale che sta colpendo il mondo produttivo». La protesta è al centro di una petizione che in due giorni ha già raccolto circa ottanta firme e chiede un confronto con l’amministrazione comunale per parlare delle nuove tasse, Tasi in particolare, e per trovare soluzioni che non pesino troppo sulle imprese. L’iniziativa parte dagli artigiani, ma non è escluso che possa coinvolgere gli altri “tartassati”: negozianti e titolari di pubblici esercizi, categorie in crisi in una città che negli ultimi due anni ha visto chiudere decine di serrande. Il bersaglio della protesta è soprattutto, come detto, la Tasi, che per le attività pesa per l’1,5 per mille. Troppo, dicono gli artigiani nella presentazione della petizione, per «il mondo produttivo già boccheggiante» e il rischio è «di infliggere un colpo di grazia all’economia della città». «Negli ultimi anni - si legge nella lettera aperta - si è concretizzata nel nostro Paese una crisi politica, istituzionale ed economica che ha messo a rischio il tessuto sociale e produttivo. In particolare le piccole e medie imprese, reale peculiarità e ricchezza italiana, sono state messe sotto pressione dalla contrazione dei consumi e della domanda, alla quale è corrisposto un aumento indiscriminato del già alto livello di tassazione da parte di Stato, Regioni ed enti locali. Il nostro territorio, già carente sotto il profilo strutturale, soffre più di altri questa crisi, costringendo sempre più imprenditori ad arrendersi all’impossibilità di continuare a realizzare e costruire un futuro per le prossime generazioni. Sempre più aziende, negozi, botteghe chiudono, incrementando i numeri della disoccupazione. Basta guardarsi intorno per capire che si sta realizzando, lentamente ma inesorabilmente, una desertificazione imprenditoriale nelle zone artigianali e industriale di Ozieri». La categoria non si sente rappresentata né riesce ad avere un dialogo con le istituzioni locali e con le associazioni di categoria: a questi soggetti, ora, chiede un dibattito aperto. «Il coraggio di andare avanti - si legge nella nota - si scontra spesso con l’insensibilità delle istituzioni, comprese quelle locali che dovrebbero essere più vicine ai cittadini. Abbiamo sopportato in silenzio in questi ultimi anni, senza smettere di lavorare e sperare, mentre le richieste di vecchie e nuove tasse e l’innalzamento delle tariffe comunali ci mettevano sempre più all’angolo. Le scelte dell’amministrazione in materia di Tasi ci costringono però ad alzare la voce per farci sentire, convinti che queste decisioni si manifestino in maniera iniqua e constatiamo con amarezza che tutto ciò avviene nel silenzio generale delle associazioni di categoria, nelle quali abbiamo in passato riposto la nostra fiducia. Senza volerci sostituire a nessuno, ma allo stesso tempo stanchi di essere messi ai margini delle decisioni che riguardano il nostro lavoro e il futuro di Ozieri - conclude la nota - chiediamo all’amministrazione comunale di avviare con noi un confronto pubblico nell’intento di individuare una strada alternativa».
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