MEMENTO Così Giuseppe vinse la piccola guerra contro i nobili Scanu
La storia antica e dimenticata del palazzo ottocentesco rimasto incompiuto in via Mercato per la strenua resistenza del proprietario di una casa confinante
Premetto subito che non si tratta di un eroe di nessuna guerra: avrà forse prestato servizio militare al tempo che fu, ma Giuseppe Leoni Agnesa non morì in trincea. Avrebbe però potuto vantare, se fosse vissuto negli Anni Ottanta del ventesimo secolo, un credito almeno morale se non di copyright nei confronti di Walt Disney perché il film intitolato “Herbie sbarca in Messico” verteva sulla stessa forma di resistenza condotta da Giuseppe Leoni Agnesa: la resistenza contro le mire di espansione architettonica dei vicini di casa. La scena si svolse in via Mercato a Sassari: Giuseppe Leoni Agnesa possedette nella seconda metà dell’Ottocento il civico 40 della via ed assistette alla nascita, intorno al 1880, dell’ampio e bel palazzo che i suoi vicini, i nobili Candida e Salvatore Scanu, figli di don Pietro all’epoca già nel regno dei più, eressero demolendo cinque case prospettanti sulla via, a monte della casa di Leoni Agnesa.
La vicenda si può desumere dal risultato materiale che oggi è sotto (o meglio al di sopra, vista la posizione) degli occhi dei Sassaresi che in questi ultimi 130 anni sono passati per la via e che la foto riporta ai lettori: la facciata del grande palazzo si interrompe e il prospetto è incompleto, con le finestre abbozzate solo nello stipite sinistro per i due piani e poi vuoto e il cielo per sfondo. Il palazzo Scanu, con portone al numero 36 di Via Mercato, doveva contare quattordici camere per piano, più le botteghe al pian terreno: dei bei balconi in marmo alabastrino prospettano sulla via e l’edificio dimostra cura e perizia nell’edificazione.
Giuseppe Leoni Agnesa non cedette, finché visse, l’area sua agli Scanu, che evidentemente contarono su un suo cedimento tanto da progettare un edificio che prevedeva l’occupazione anche della piccola casetta e che invece, a dispetto, ancora oggi si leva là, un po’ schiacciata dalla mole dell’incompleto vicino. Spero che Giuseppe Leoni e i nobili Scanu l’abbiano poi risolta e ora ne sorridano, insieme, a Calamasciu.
Segnala un luogo e manda una foto memento@lanuovasardegna.it
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
