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Pinocchio in scena per Francesco

Pinocchio in scena per Francesco

Uno spettacolo in ricordo del giovane scomparso durante un rave

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OSILO. È passato un anno dalla prematura scomparsa di Francesco Nonna - il giovane diciannovenne di Osilo morto in circostanze ancora non chiarite il 23 giugno 2013, nel corso di un rave party sulla spiaggia di Platamona – ma il suo ricordo rimane vivo e scolpito nella memoria di quanti gli volevano bene. E per onorare la ricorrenza, oltre che per promuovere un momento di riflessione sulle circostanze in cui si verificò la morte del ragazzo, un gruppo di artisti provenienti dalla penisola, insieme alla Compagnia cinema teatro Osilo e al gruppo “No Harem”, e con il patrocinio del Comune di Osilo, hanno organizzato per oggi una serata di musica, teatro e danza. L’appuntamento è per le 21 all’anfiteatro comunale. In scena il “Pinocchio sincretico, avventure di un bambino di legno fra i tamburi di pelle”. Uno spettacolo multiculturale, che vedrà sul palco tamburi e danze “Ewe” dell’Italian Sankof culture group, attori della Compagnia teatro Osilo, danzatrici del gruppo di ballo “No Harem”. «Pinocchio - si legge nella presentazione dell’evento - l'antica e universale favola di Collodi riletta in modo sincretico. La storia di Pinocchio, la sua profonda lettura del rapporto tra padre e figlio, il sacrificio non visto dei padri (e delle madri) la loro fatica, il loro dolore, l'educazione e l'incomprensione dei figli...”. Una serata che è anche un momento di riflessione sul modo in cui è morto Francesco, si diceva. “I Rave parties - si legge ancora nella presentazione dell’evento - così come le lunghe notti in discoteca, sostituiscono spesso nella nostra società occidentale quello che un tempo, nelle società cosiddette primitive erano i “Rituali di iniziazione”. Nella iniziazione, passaggio dall'infanzia all’età adulta un giovane doveva provare il suo coraggio, provare di saper vincere la paura, sfidare, se possibile la morte. Ma, a differenza di quanto avveniva nelle società primitive, in cui nei rituali era coinvolta l’intera tribù, ossia l’intera società, gli uomini più maturi, ed in particolare gli anziani, i saggi e gli sciamani, che ne guidavano lo svolgimento con le loro conoscenze terapeutiche e la loro capacità di guardare al significato profondo delle cose, nei Rave e nella discoteca, l’iniziazione, se così si può chiamare, avviene nella totale separazione ed alienazione tra due categorie artificiali di esseri umani: i giovani da una parte e gli anziani dall’altra. Mentre nelle società primitive l’intera tribù traeva giovamento dalla crescita guidata e dalle prove di coraggio dei giovani, nel Rave e nella discoteca gli unici a trarre veramente profitto dalla sfida alla vita dei giovani sono i mercanti: i gestori di locali ed i trafficanti di droga”. Francesco Nonna si era sentito male nel corso di uno di quei rave. Dopo una notte di sofferenze, si era spento all’alba del 23 giugno 2013, senza che chi gli stava intorno si rendesse conto della gravità delle sue condizioni. L’inchiesta sulla vicenda è ancora in corso.

Mario Bonu

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