La Nuova Sardegna

Sassari

Ganau: «Caro Nicola, ora serve il dialogo»

di Giovanni Bua

Lettera del presidente del consiglio regionale al sindaco: da me mai nessun diktat, solo condivisione

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SASSARI. Settimana di fuoco per la politica sassarese in attesa del primo consiglio comunale di venerdì mattina. A darle un indirizzo ben preciso sarà il doppio incontro in programma lunedì, con il sindaco Sanna che alle 16.30 si troverà con il gruppo di consiglieri del Pd, e quindi anche gli 11 con i quali è in corso da giorni una feroce polemica sulla composizione della giunta, e poi alle 18.30 con tutta la coalizione. Difficile che qualcosa si sblocchi, anche se il sindaco ha ribadito che riproporrà ai consiglieri la nota proposta di rimpasto (e già rimandata al mittente dagli 11), attenderà al massimo fino a martedì per una risposta e poi andrà avanti per la sua strada.

Aspettando gli eventi in cambio entra anche il presidente del consiglio regionale Gianfranco Ganau, “citato” da Sanna come modello scelto per i criteri di composizione della giunta. Ricostruzione che ganau, con toni amichevoli ma contenuti decisamente duri, rimanda la mittente in una “lettera aperta” pubblicata nella sua pagina facebook.

«Caro Nicola – scrive Ganau – avrei preferito non intervenire in questa delicata fase ma mi pare utile dare il mio contributo alla discussione per evitare che un patrimonio di consensi e credibilità che il centro-sinistra ha confermato in queste elezioni vada disperso». «Consentimi di dire – affonda Ganau – che il modello che stai utilizzando per comporre la giunta non ha niente a che fare con quello che ho usato nella composizione delle mie giunte, che è sempre stato rispettoso di tutti, in particolare delle minoranze interne e della coalizione, seguendo un metodo di confronto che prescindeva da “diktat” o proposte “prendere o lasciare” e che ha sempre riguardato la condivisione dei nomi e delle deleghe. Lo dimostra il fatto che grazie a quel metodo non ho avuto contestazioni sulle scelte degli assessori e, da subito, maggioranze stabili che ci hanno consentito di amministrare per nove anni. Caro Nicola, sei troppo esperto di politica per non usare gli strumenti che ti sono propri dell’equilibrio e della mediazione, caratteristiche determinanti in politica e ancor di più, per in chi si accinge a svolgere il delicato compito di guida della città per i prossimi anni». «Nel richiamare tutti al senso di responsabilità non posso però non ricordarti che questo deve essere esercitato in prima persona e a maggior misura proprio da te. A che serve oggi spostare il discorso sulla giunta a quello legato agli incarichi di sottogoverno, tra l’altro confondendo questi, oggi nelle tue piene disponibilità, con enti privati, le banche o organi istituzionali, come il Consiglio delle Autonomie Locali, la seconda assemblea costituzionale dopo il consiglio regionale che come è noto a tutti ha nominato secondo statuto e all’unanimità il proprio presidente? Dimostra governando questa situazione con gli strumenti che sinora ti riconosco, di essere all’altezza di quel compito, molto più difficile che i cittadini ti hanno affidato, e che il ruolo che ho svolto per superare le criticità immediatamente dopo le primarie e per ritrovare l’unità interna, che è stato la base per il successo elettorale, non è stato inutile».

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