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Sassari, un'altra libreria chiude, è “Petali di carta”

di Antonio Meloni
Sassari, un'altra libreria chiude, è “Petali di carta”

Troppe spese e pochi incassi. La crisi miete ancora vittime nel centro storico

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SASSARI. Sotto i colpi inferti da una crisi strisciante, un’altra libreria è costretta a chiudere i battenti. Da qualche tempo un’emorragia inarrestabile indebolisce l’organismo già defedato di un settore un tempo vitale. A qualche settimana dall’annuncio della chiusura di Odradek, il prossimo 31 luglio si abbasseranno definitivamente le serrande di “Petali di carta”, la libreria per bambini, aperta con passione, dieci ani fa, da Franca Mannoni. Troppe spese, troppe tasse, poche entrate.

Un copione già visto che in questi giorni viene rappresentato nel piccolo, ma suggestivo locale di via Carmelo dove da due anni, Franca, dopo una lunga stagione florida trascorsa in un locale più ampio, in viale Dante, si era trasferita con la speranza di riuscire a contrastare i primi effetti di quella crisi che, allora, non sembrava così severa. All’inizio la scelta di cambiare zona sembrava quella giusta, eliminata la sezione di libri per adolescenti, si era dedicata solo a quelli per l’infanzia. Ma poi le difficoltà hanno cominciato a farsi sentire e ieri, un annuncio sibillino su Facebook, ha gettato tanti fan nello sconforto. Perché negli anni, Franca Mannoni era riuscita a riscuotere quel tanto di gradimento che le ha consentito di andare avanti, purtroppo fino ai giorni scorsi, poi, la titolare della libreria dedicata ai bambini ha deposto le armi. «Voglio chiarire subito che la Ztl non c’entra assolutamente niente», tiene a precisare Franca, «il problema è di carattere economico legato a una situazione di mercato che certamente non agevola nessuno, tantomeno le piccole librerie indipendenti come la mia».

Il conto è presto fatto: da quelle parti l’affitto di un locale commerciale di piccole dimensioni può costare anche 500 euro, a cui vanno sommati i costi di esercizio, le utenze e i servizi: «Io posso contare sul 30 per cento di ricarico», prosegue la libraia, «vuol dire che su un libro da 10 euro me ne restano 3, ma quanti ne devo vendere? È chiaro che in queste condizioni andare avanti diventa un suicidio». Le alternative non sono tante, ma Franca Mannoni pensa già al futuro e l’idea è quella di trasformare l’attività in associazione culturale, sperando, magari, di avere un aiutino: «Il Comune ha tanti locali sfitti», spiega, « potrebbe esaminare la possibilità di concederne uno in affitto a prezzo politico sarebbe già tanto per ripartire».

L’altra idea, più difficile da realizzare, ma ugualmente valida, è quella di acquistare un camper e mettere su una libreria itinerante: «Potrei portare il libro nei quartieri periferici, nelle borgate dove aprire una libreria in pianta stabile è un’impresa ardua e in quel modo provare a ripartire». A prescindere da ciò che Franca Mannoni riuscirà a realizzare, duole registrare la perdita di un altro pezzo di storia culturale perché se è vero che la chiusura di una libreria è sempre un evento triste, lo è in particolare in una terra di frontiera come la Sardegna.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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