La Nuova Sardegna

Sassari

Il sindaco e i dissidenti vicini all’accordo

di Vincenzo Garofalo
Il sindaco e i dissidenti vicini all’accordo

Vertice fiume a Palazzo Ducale fra il primo cittadino e la sua maggioranza. Nella Giunta sarà nominato un esterno

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SASSARI. Ventiquattro ore di tregua armata tra il sindaco e la sua maggioranza. Poi, domani, Nicola Sanna e i consiglieri comunali di centrosinistra, si incontreranno per definire, senza più possibilità di tornare indietro, la spartizione, politica, delle poltrone di Palazzo Ducale: giunta, presidenza del Consiglio e presidenze delle Commissioni consiliari. Ieri Sanna ha incontrato prima il gruppo del Pd, per cercare di appianare i dissidi interni, e poi tutta la maggioranza. Dopo un braccio di ferro durato settimane, fra il primo cittadino e gli undici consiglieri del Pd (su tredici eletti) contrari ai suoi metodi e ai nomi prescelti per la giunta, si è aperto finalmente uno spiraglio. Il sindaco, che già qualche giorno fa aveva rimesso sul tavolo tre nomine assessoriali invitando il Pd a indicare i sostituti scegliendoli fra gli eletti, ha fatto un passetto indietro.

Davanti all’opposizione a oltranza degli undici scontenti, che non vogliono cedere tre posti in Consiglio ai fedelissimi del sindaco, Sanna ha lasciato intendere che per uno dei tre posti in giunta disponibili, il Pd potrà indicare un esterno. E in questo caso il nome sembrerebbe scontato: l’apertutra di Sanna spiana la strada all’ex assessore alla Cultura, Dolores Lai, ora consulente di Ganau all’ufficio di presidenza del Consiglio regionale. Un nome molto gradito al segretario regionale del Pd, il senatore Silvio Lai, ma per il quale il sindaco aveva finora espresso più di una perplessità. Per mantenere gli equilibri in casa Pd, gli altri due assessorati rimessi in discussione dovranno essere appannaggio uno dell’area del partito che fa riferimento al consigliere regionale Salvatore Demontis, e l’altro delle truppe dell’ex presidente del Consiglio regionale, Giacomo Spissu. Ma il quadro potrebbe cambiare ancora, perché il gruppo Pd si è fatto venire l’acquolina in bocca e potrebbe mirare alla conquista anche della presidenza del Consiglio, in origine destinata ai piccoli partiti.

Due sono i nomi che aleggiano sulla sedia della presidenza dell’assemblea: quello di Antonio Piu (il più votato del Consiglio con 1250 preferenze), e quello di Stefano Perrone, già assessore nelle due legislature Ganau. Se invece il Pd dovesse rinunciare alla presidenza, la carica dovrebbe andare a Marco Manca (Sel), più gradito al Consiglio rispetto al veterano di Palazzo Ducale, Tonino Falchi (Upc). Tutto sarà deciso oggi dalle varie segreterie dei partiti, e domani, con l’ultima parola che spetta al sindaco.

Di sicuro ci sono solo i nomi dei tre assessori che hanno già le valigie in mano: Luca Taras, Maria Francesca Fantato e Luigi Polano. Ma anche in questo caso la partita è aperta perché in bilico ci sono almeno altri due assessorati: quello di Ottavio Sanna (PdS), osteggiato dal consigliere del suo stesso partito, Giancarlo Serra, e quello di Amalia Cherchi (Ora sì), anche lei oggetto di discussioni interne al movimento. La lista civica Ora sì ha anche contestato la presenza in giunta di due assessori dell’altra lista civica, Sassari bella dentro (la lista del sindaco), contro uno solo della loro area. Nonostante tutte queste incognite, Nicola Sanna si è detto soddisfatto dei vertici di ieri: «Abbiamo ritrovato la fiducia gli uni negli altri, ora si può andare avanti».

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