L'insediamento del Consiglio: Piu presidente, segnali di pace nel Pd
Sassari, prima seduta a Palazzo Ducale con la maggioranza che torna unita nell’eleggere il consigliere “demontisiano”
SASSARI. Pace fatta nel Pd, o quasi. Dopo la riunione fiume di giovedì, finita oltre la mezzanotte, ieri mattina il consiglio comunale ha eletto, durante la sua seduta d’insediamento, Antonio Piu (nella foto) presidente dell’assemblea. E lo ha fatto con 26 voti, uno in più della maggioranza formata dai 24 consiglieri di centrosinistra e dal sindaco Sanna. Un chiaro segnale di disgelo, almeno a vedere il raggiante sorriso, tra il pubblico, del consigliere regionale Salvatore Demontis, che di Piu è convinto sponsor, ma anche l’aria rilassata del sindaco Nicola Sanna, che inizia i lavori in aula dopo quaranta giorni ad altissima tensione. Un’elezione attesa quella di Piu, 33 anni, assessore per meno di un mese durante il passato mandato, quando venne chiamato a sostituire in giunta proprio Salvatore Demontis dopo l’elezione dell’ingegnere soriano in consiglio regionale. Attesa perché il giovane consigliere è di gran lunga il più votato tra maggioranza e opposizione, e sul suo nome avevano comunque deciso di forzare la mano gli undici consiglieri Dem che stanno dando vita a un acceso scontro con il sindaco da settimane riguardo alla composizione della giunta.
Forzatura di cui non c’è stato bisogno, anche se, a testimoniare la tensione che si tagliava a fatte, è arrivata la “marchiatura” dei voti (in stile elezione del presidente della Repubblica), con Piu che è stato votato in quattro modi diversi (Piu, Antonio Piu, Piu Antonio e Piu A.) per consentire di capire chi avrebbe o meno rispettato i patti.
Patti che alla fine sono stati onorati, seppur alla seconda chiama (alla prima il neo presidente ha preso 23 voti contro i 24 necessari, con un polemico voto disperso per Dolores Lai, si mormora partito dalla mano del tutt’altro che soddisfatto Tonino Falchi): 26 voti buoni, 8 bianche e un voto per Perrone. Il che vuol dire che il giovane demontisiano ha fatto la spesa anche tra i banchi dell’opposizione (probabilmente Nicola Lucchi, e forse ed Enrico Sini), che, riunitasi prima dell’inizio dei lavori, aveva invece deciso di votare dieci bianche.
Schermaglie d’aula insomma, ma soprattutto tante facce nuove e tanta emozione. A iniziare dal neo presidente Piu, che, come più votato, ha diretto i lavori fin dall’inizio della seduta d’insediamento dell’assemblea civica. «È un onore enorme – ha sottolineato – e da oggi io svesto i panni di membro di un partito e di una maggioranza per diventare garante di tutto il consiglio, e di tutti i cittadini. Credo che la politica, quella buona, si possa e si debba fare. E che la nostra città questo si meriti».
Un’elezione che, se non porta la pace, perlomeno suggella la riapertura del dialogo. Con Sanna che lo ha rimarcato nel suo discorso di insediamento con una postilla letta dopo che ha comunicato l’elenco degli assessori: «Nel formulare i miei auguri di buon lavoro, informo inoltre che, in esito alla verifica politica in corso, comunicherò a questo consiglio le eventuali variazioni». Variazioni su cui in realtà l’accordo ancora manca, con le parti che sono ancora bloccate su posizioni che ormai però sono davvero vicine. Gli undici che infatti rappresentano le tre correnti di Lai-Spissu-Ganau, Giagu e Demontis chiedono tre assessori esterni, ma sembra siano disposti a scendere a due più un consigliere (Esmeralda Ughi?), che libererebbe così il posto a Luca Taras in consiglio. Il sindaco offre un esterno e due interni. Non sembrerebbe invece in discussione la poltrona di Ottavio Sanna del partito dei Sardi, anche se la “presa” della presidenza del consiglio da parte del Pd sballa non poco i “conti”. Per farli tornare probabilmente andranno ai “piccoli” tutte e sei le presidenze di commissione.
Alla prossima seduta saranno eletti i due vicepresidenti (uno va all’opposizione) e sarà nominata la commissione elettorale comunale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
