No alla riabilitazione cardiologica
Il manager della Asl 1 si oppone all’apertura di un centro specializzato nel Policlinico sassarese
SASSARI. Il Centro di cardioriabilitazione per Sassari e per il nord Sardegna non s’ha da fare. Non adesso almeno. Il direttore generale della Asl 1, Marcello Giannico, piuttosto che cedere quindici posti letto alla struttura privata del Policlinico sassarese pronta a mettere in funzione il servizio, ha preferito negare il suo placet al progetto. Un no che oltre a privare il territorio di un servizio che in tutta la Sardegna è assicurato solo dall’ospedale Brotzu di Cagliari, rischia anche di mandare per aria il progetto da 15 milioni di euro per l’ ampliamento dell’ospedale e la riqualificazione dell’intera area su cui insiste il Policlinico privato di viale Italia.
Senza quei quindici posti letto e senza quel centro di riabilitazione cardiologica, il progetto di ristrutturazione del Policlinico sassarese e dell’intera area compresa fra viale Italia, via Muroni, via Porcellana e via Sardegna, corre il rischio di non ottenere il lasciapassare della Regione, che pure ha già espresso un parere tecnico favorevole. Solo che per realizzare l’intero intervento, la società che ha in mano la struttura sanitaria privata ha chiesto accesso ai fondi comunitari “Jessica”, ossia a delle risorse riservate dalla Commissione europea e dalla Banca europea per gli investimenti a progetti di sviluppo e rigenerazione urbana. Si tratta di soldi gestiti dalla Regione, che non sono erogati a fondo perduto, ma vanno restituiti fino all’ultimo centesimo. Per rendere sicuro economicamente il programma di riqualificazione del Policlinico sassarese, e convincere Regione e banche, l’attivazione del Centro di cardioriabilitazione è un tassello fondamentale.
Il progetto, che ha ottenuto il pieno appoggio del Comune di Sassari, ma per aprire i forzieri della Regione serviva l’ok della direzione generale della Asl 1 sull’attivazione del Centro di riabilitazione. Consenso che non è arrivato: «Ho dato il mio parere negativo da tempo», spiega il manager dell’Azienda sanitaria sassarese, Marcello Giannico. «Ho fatto presente alla Regione di rispettare gli atti di programmazione già approvati. La stessa Regione, con una delibera del 2009 ha assegnato quei quindici alla sanità pubblica, e non ai privati. Quei posti spettano all’ospedale Santissima Annunziata». Ma alla Asl 1, per il momento, non hanno né l’intenzione, né la disponibilità logistica per realizzare un centro di cardioriabilitazione: quello che c’è ora fa solo attività ambulatoriale, e i pazienti che hanno necessità del ricovero sono costretti a spostarsi al Brotzu di Cagliari o nella Penisola. «No, noi in questo momento non possiamo realizzare un centro attrezzato per i ricoveri, ma, vista anche la imminente realizzazione del San Raffaele a Olbia, ho seri dubbi sulla possibilità di attivarne uno a Sassari», conclude Giannico. Il Policlinico sassarese e i pazienti del nord Sardegna devono quindi rimettere i sogni nel cassetto. Il progetto del nuovo Policlinico prevede un intervento di manutenzione generale dell’ospedale, con una riorganizzazione dei reparti, e un efficientamento energetico dell’intero edificio, e non solo. Sarà realizzata un impianto di cogenerazione di energia elettrica che sfruttando l’installazione di pannelli fotovoltaici sul tetto, renderà l’ospedale autosufficiente e produrrà un surplus di energia che sarà messa a disposizione, gratuitamente, del Comune. Sul versante di via Porcellana saranno costruiti 2 piani seminterrati con 300 posti auto, e in superficie nascerà un giardino pensile, con accesso libero. Accanto al parcheggio ci sarà un’area attrezzata per la cosiddetta mobilità sostenibile: auto, scooter, biciclette e minivan elettrici, con tanto di colonnine per la ricarica. Nonostante l’opposizione di Giannico, in viale Italia restano ottimisti: «La Regione ha dato un parere tecnico favorevole alla nostra istanza», commenta il presidente del Cda del Policlinico, Piero Bua, «non realizzare il progetto sarebbe un danno enorme per il territorio e per i cittadini».
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