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A convegno sull’abuso di droghe da parte dei ragazzi

A convegno sull’abuso di droghe da parte dei ragazzi

NULVI. A conclusione del progetto “Drugs” si è svolto a Nulvi il convegno sommario dei lavori svolti dai ragazzi delle classi 2°A e 3°A della scuola media di Nulvi. Il progetto, patrocinato dal...

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NULVI. A conclusione del progetto “Drugs” si è svolto a Nulvi il convegno sommario dei lavori svolti dai ragazzi delle classi 2°A e 3°A della scuola media di Nulvi. Il progetto, patrocinato dal Comune di Nulvi con la collaborazione della società sportiva “Don Bosco Nulvi”, del parroco don Pietro Pruneddu, dell’operatrice sociale Rina Cadau, è stato curato dal docente Matthew Donadu in collaborazione con le docenti Antonina Bagedda, Tiziana Multineddu, Angela Solinas e Silvia Tola.

All’incontro sono intervenuti Maria Paola Pintus, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo di Osilo-Nulvi, padre Salvatore Morittu, responsabile dell’associazione Mondo X Sardegna, Nino Tedde, medico di medicina generale e presidente della “Don Bosco”. Nel corso dei lavori, introdotti da Matthew Donadu e da Maria Paola Pintus, Nino Tedde ha focalizzato il suo intervento verso i ragazzi e le famiglie illustrando le nuove strategie di relazione medico-paziente ed evidenziando l’importanza dello sport come via alternativa alle devianze giovanili quali droga, alcool e gioco d’azzardo.

Padre Morittu ha sottolineato la necessità di modificare la relazione ragazzo-droga, che vede una visione del mondo in cui il ragazzo è dominante sulla droga. Chi fa uso di droga è convinto di farlo consapevolmente e di poter controllare il suo utilizzo «mentre - ha spiegato padre Morittu - il soggetto viene spinto verso l’abuso e poi verso la dipendenza da varie forme di contagio sociale». Matthew Donadu ha sottolineato l’importanza del progetto come corollario di una serie di progetti, tra cui lo sportello didattico e d’ascolto e i viaggi d’istruzione all’estero svoltisi quest’anno, che hanno migliorato il livello didattico della scuola media di Nulvi, rivoluzionando la classica lezione frontale. I ragazzi ne hanno tratto un grande beneficio con la netta sensazione di poter allargare i propri orizzonti. Ha poi descritto la struttura del progetto: la prima tappa è stata l’analisi didattica delle droghe in campo scientifico, sociale e sportivo, la seconda è stata la visita alla comunità terapeutica di padre Morittu a S’Aspru (Siligo) e infine il progetto “N. Bobbio” che ha permesso ai ragazzi di partecipare alla simulazione di un processo penale a minori per spaccio di droga nel Tribunale per i Minori di Sassari, dove si sono cimentati nei ruoli dei giudici, dell’accusa e della difesa. Il convegno si è concluso con le relazioni concettuali e di riflessione da parte dei ragazzi della 2°A su tutto il progetto. (m.t.)

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