La nuova sede resta senza intitolazione
Il sottosegretario boccia definitivamente l’ipotesi di dedicare la struttura a Enrico Berlinguer
SASSARI. La nuova sede della biblioteca universitaria non avrà alcuna intitolazione. Lo ha spiegato ieri a margine della cerimonia il vice ministro Francesca Barracciu.
«Dopo una verifica fatta in sede ministeriale», ha spiegato la sottosegretaria ai Beni culturali, «abbiamo rilevato che sul territorio nazionale non esiste alcuna biblioteca universitaria intestata e quindi per coerenza abbiamo preferito lasciare le cose come stanno». Resteranno dunque con l’amaro in bocca i firmatari delle petizione promossa nei giorni scorsi da un folto gruppo composto da intellettuali, accademici e giornalisti che aveva indirizzato proprio al ministro Dario Franceschini la richiesta di intitolare la nuova biblioteca universitaria all’illustre politico sassarese Enrico Berlinguer.
All’appello, nel giro di pochi giorni, aveva aderito più di un migliaio di persone anche fuori dalla Sardegna. Tra gli aderenti sardi, lo scrittore Salvatore Mannuzzu, lo storico Manlio Brigaglia, il neoeletto sindaco di Sassari, Nicola Sanna, il musicista Paolo Fresu, la scrittrice Bianca Pitzorno, l’antropologo Giulio Angioni. Perfino la stessa sottosegretaria Francesca Barracciu aveva dichiarato di essere favorevole a intitolare la nuova sede della biblioteca universitaria allo storico segretario del partito comunista italiano.
Il gruppo aveva anche creato un profilo sul social network Facebook che in pochi giorni era diventatao un’arena in cui si confrontavano quotidianamente favorevoli e contrari all’intitolazione della biblioteca a Enrico Berlinguer. Nel dibattito era intervenuta anche la storica della medicina Eugenia Tognotti motivando il suo parere contrario con il fatto che nessuna biblioteca universitaria italiana, neanche fra le più antiche, è intitolata a personaggi illustri. «Dio solo sa se non avremmo bisogno dei valori che Berlinguer praticava: rigore, moralità equilibrio, tenacia», aveva concluso Eugenia Tognotti in un intervento pubblicato sulla Nuova, «ma è con l’esempio e non con un’intitolazione della biblioteca universitaria che si creeranno le condizioni per rispettare quei valori». (a. me.)
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