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Sassari, imprenditrice rifiuta la prescrizione: assolta

di Pinuccio Saba
Sassari, imprenditrice rifiuta la prescrizione: assolta

Accusata di aver incassato un assegno ma di non aver eseguito i lavori: l'assegno era scoperto e ora è nei guai l'accusatore

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SASSARI. Non ci stava proprio a fare la figura della cornuta e mazziata, e così aveva rifiutato la prescrizione (che resta quasi come una macchia indelebile sull’affidabilità di un imprenditore) e aveva chiesto un secondo giudizio alla corte d’appello. Che le ha dato ragione assolvendola con formula ampia.

Protagonista della vicenda un’imprenditrice sassarese, Maria Teresa Carfagna, titolare della “Cmt servizi”, che nel 2005 era stata accusata di appropriazione indebita. Proprio nei primi mesi del 2005, l’imprenditrice era stata denunciata da un altro imprenditore, Aschim Tuseddu, che in un esposto querela aveva raccontato di aver versato a Maria Teresa Carfagna un assegno di tremila euro (un anticipo su un preventivo di seimila euro) per la parziale esecuzione di alcuni lavori nella costruzione di un capannone nella zona industriale di Ploaghe. Secondo Aschim Tuseddu l’imprenditrice sassarese aveva incassato l’assegno, ma non aveva mai eseguito i lavori.

Ben diversa la versione dei fatti fornita dalla donna. Che aveva confermato di aver ricevuto l’assegno ma che quando si era recata in banca per riscuotere il titolo di credito, il Banco di Sardegna di Sorso, si era sentita rispondere che l’assegno era privo di copertura, il più classico degli assegni cabriolet. Versione dei fatti confermata anche dai carabinieri.

Come capita spesso, i tempi per la celebrazione del processo si erano allungati a dismisura e così, nel dicembre del 2012 il tribunale di Sassari aveva applicato la prescrizione del reato.

Ma Maria Teresa Carfagna voleva uscire a testa alta da quella vicenda e così, assistita dall’avvocato di fiducia Massimiliano Fadda, aveva interposto appello alla sentenza di primo grado.

I giudici della corte d’appello hanno accolto le argomentazioni della difesa di Maria Teresa Carfagna e l’hanno assolta perché il fatto non sussiste.

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