La Nuova Sardegna

Sassari

Imprese furibonde: «Costituzione violata anche dal Governo»

di Gavino Masia
Imprese furibonde: «Costituzione violata anche dal Governo»

Assemblea di denuncia per l’eccessiva pressione fiscale «Le banche devono aiutare le aziende, non le finanziarie»

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PORTO TORRES. La sala di via Angioi ha contenuto a fatica i titolari di imprese che si sono riuniti per denunciare una situazione oramai diventata insostenibile e che vede il sistema delle piccole imprese al limite della rovina. All’incontro ha partecipato anche una folta delegazione del Movimento artigiani e commercianti liberi di Ittiri, oltre ad alcuni imprenditori di Sassari e Alghero, e durante il dibattito sono state denunciate situazioni paradossali fatte di «abusi e soprusi indegni per un paese democratico come l’Italia». Alla fine i piccoli imprenditori hanno deciso di seguire un percorso lineare, che nelle prossime settimane coinvolgerà anche altri territori, con l’obiettivo di fare un «esposto alla Procura della Repubblica contro il Governo, le banche e gli istituti previdenziali per la violazione dei diritti costituzionali nei confronti dei titolari di impresa».

Le imprese piccole e grandi hanno denunciato di essere prigioniere e devastate dalla spirale perversa e diabolica, alimentata dallo Stato che ha prodotto leggi assurde e inique e dalle banche che, attraverso i loro direttori, negano il diritto al credito a imprese e famiglie gettando milioni di cittadini nel vortice di una crisi senza speranza. «Le stesse imprese non potendo ripartire vengono poi vessati da Equitalia – hanno detto gli imprenditori –, con more, sanzioni e interessi che neppure gli usurai chiedono: infatti un euro dovuto spesso diventa tre euro, quando non quattro, pretendendo più di quanto le imprese guadagnano al lordo degli incassi, e gli enti previdenziali a loro volta negano il rilascio del Durc impedendo alle aziende di riprendere l'attività e costringendole di fatto alla chiusura». A quel punto quello che gli imprenditori hanno definito “il cerchio della morte fisica ed economica”, è chiuso. «Abbiamo situazioni documentate che dimostrano come le banche agiscano in posizione dominante e in totale anarchia – hanno aggiunto –, impedendo e negando il credito persino ad aziende garantite dai consorzi fidi per i prestiti erogati da enti regionali come la Sfirs: il ricatto e le intimidazioni posti in essere dai direttori delle banche alle aziende sono all'ordine del giorno, documentati dalla richiesta di rientro immediato dai fidi prima concessi, con il conseguente blocco delle attività e mancato pagamento dei fornitori, il tutto in una spirale senza fine». Nella sala di via Angioi è stato più volte sottolineato che lo Stato appartiene ai cittadini e non alle banche, che secondo gli imprenditori hanno ricevuto e ricevono finanziamenti pubblici ma che li hanno utilizzati per far concorrenza alle imprese o ad alimentare le finanziarie anziché al rilancio dell'economia. «Èsotto gli occhi di tutti che governo, parlamento e istituzioni ignorano beatamente la macelleria sociale che il loro operato sta producendo – hanno concluso –: non ci sono evasori nelle aziende, ma cittadini trasformati in sudditi che per difendersi da Stato, banche ed Equitalia ora si vedono costretti a rivolgersi alle aule dei tribunali per far rispettare i diritti garantiti dalla Costituzione italiana». Per quanti volessero mettersi in contatto con il gruppo di imprenditori, per eventuali informazioni, possono farlo chiamando il 3343036625 oppure il 3451392809.

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