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Sassari

«Scuole musicali come motori culturali»

«Scuole musicali come motori culturali»

Un folto gruppo di insegnanti ha chiesto l’istituzione di nuovi corsi ma senza ottenere risposte

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SASSARI. Nelle scuole medie sarde, negli ultimi tre anni, non sono nati nuovi corsi a indirizzo musicale.

Prendendo spunto dalle recenti dichiarazioni del ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, - che nei giorni scorsi aveva rimarcato l’esigenza di un rafforzamento della lotta alla dispersione scolastica, - torna alla carica il coordinamento regionale degli insegnanti di musica per rilanciare la vertenza legata all’applicazione di una legge che prevede l’attivazione di nuovi indirizzi musicali.

Ignazio Perra, responsabile di un folto gruppo di insegnanti di musica che l’anno scorso aveva dato vita a un sodalizio regionale, lancia un appello al governatore, Francesco Pigliaru e all’assessore regionale alla Pubblica istruzione, Claudia Firino, con la richiesta esplicita di intervenire quanto prima per dotare le scuole medie sarde di nuovi corsi musicali.

La questione, che riguarda migliaia di alunni e altrettante famiglie, è legata a una normativa che prevede un rigido iter amministrativo.

Le ultime richieste rivolte all’Ufficio scolastico regionale sarebbero cadute nel vuoto e secondo la denuncia del Coordinamento questo fatto avrebbe svilito le legittime aspirazioni di tanti giovani desiderosi di cominciare a studiare musica dalle scuole medie, specializzandosi magari nella conoscenza di uno strumento.

A ciò si aggiunge il ruolo sociale legato alla presenza di una scuola musicale in un piccolo centro. «Nella realtà sarda – spiega infatti Perra – costituita da tanti piccoli centri, raggiungibili su strade spesso obsolete, le scuole musicali funzionano come motori culturali titolari di un ruolo sociale importante che mentre contribuisce ad ampliare l’offerta formativa, favorisce, al contempo, un’azione efficace contro la dispersione».

Non è tutto, gli insegnanti riuniti nel Coordinamento, infatti, sono convinti che lo studio di uno strumento musicale possa anche favorire il contrasto delle devianze.

«Si tratta di impiegare il tempo libero in modo sano e creativo – rimarca Antonio Deiara, docente di musica e supervisore al biennio di formazione del Conservatorio di Sassari – e contribuire alla prevenzione dei fenomeni di abbandono scolastico con tutte le possibili conseguenze».

Ultimo, non per importanza, l’aspetto occupazionale: negli ultimi anni - fanno notare gli insegnanti del coordinamento regionale - l’istituzione di nuovi indirizzi musicali ha creato un circolo virtuoso studio-lavoro tra il biennio di formazione docenti dei Conservatori di Sassari e Cagliari e la crescita delle cattedre di strumento nella scuola media.

«L’istituzione di un corso strumentale – rimarca infine Ignazio Perra – non richiede servizi di mensa scolastica o trasporto perciò il progetto è sostenibile anche nelle realtà economicamente svantaggiate».

L’appello che gli insegnanti di musica, tramite la comune azione del Coordinamento, rivolgono ora alla Regione e alla direzione dell’Ufficio scolastico regionale è l’extrema ratio perché «in mancanza di un intervento delle istituzioni - concludono Ignazio Perra e Antonio Deiara saremo costretti a intraprendere azioni legali con l’intento di rivendicare il rispetto della norma nelle sedi opportune senza escludere la promozione di azioni di protesta clamorose di fronte ai palazzi della regione e dell’Ufficio scolastico regionale”.

Antonio Meloni

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