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Venti profughi arrivati nella notte dalla Siria in guerra

Venti profughi arrivati nella notte dalla Siria in guerra

OZIERI. Arrivo a notte fonda ma accoglienza calorosa per i venti profughi siriani giunti a Ozieri martedì per essere ospitati dalla Caritas nell’ex convento delle Grazie. È lo stesso edificio che tre...

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OZIERI. Arrivo a notte fonda ma accoglienza calorosa per i venti profughi siriani giunti a Ozieri martedì per essere ospitati dalla Caritas nell’ex convento delle Grazie. È lo stesso edificio che tre anni fa accolse un gruppo di fuggitivi dalla Libia in guerra, e anche questa volta è la guerra ad aver mosso i profughi verso la libertà per raggiungere i propri parenti in Italia e Germania. Fughe drammatiche per salvare i propri figli e se stessi dal pericolo imminente di rimanere uccisi sotto le bombe. Molti di loro sono rimasti senza alcun bene e senza la propria casa, così la speranza è quella di trovare riparo presso i parenti che magari sono immigrati in Europa e qui si sono stabilizzati.

Le venti persone giunte a Ozieri sono componenti di quattro famiglie allargate - con bimbi, genitori e zii - tra cui si contano sette bambini tra 1 e 10 anni. Il loro sogno è quello di raggiungere i parenti a Milano e in Germania, appunto, ma dovranno aspettare lo status di rifugiati per poter lasciare Ozieri. Nel frattempo qui vengono accolti e nutriti (in rigido ossequio al Ramadan che si celebra proprio in queste settimane), a loro sono stati già procurati vestiti e coperte calde in un’ex convento che per l’occasione è stato rimesso a posto e dotato di nuovi materassi, una nuova lavatrice e fornelli nuovamente funzionanti.

Dopo l’arrivo nel cuore della notte, ieri mattina i venti profughi siriani, che parlano arabo e solo un po’ di inglese, hanno incontrato gli interpreti; domani arriverà un madrelingua arabo per fare da mediatore culturale e per coadiuvare nella compilazione delle schede anagrafiche necessarie per l’identificazione e per l’avvio delle pratiche di concessione dello status di rifugiati. A occuparsi di loro, intanto, sarà la Caritas, che attraverso la cooperativa Spes ha reclutato una cuoca e quattro volontari, tra cui un ragazzo che faceva parte del gruppo dei profughi dalla Libia e che, dopo una esperienza lavorativa non fortunata a Sassari, si trova di nuovo a Ozieri per dare una mano e guadagnarsi qualcosa aiutando chi si trova nella stessa brutta situazione, di fuga da un Paese in guerra, nella quale lui si è trovato appena qualche anno fa.

Nel frattempo è già partita la gara di solidarietà, con negozi che hanno donato prodotti alimentari e volontari che si sono resi disponibili per dare una mano sia nell’ex convento, dove i rifugiati trascorreranno le notti e consumeranno la colazione, sia nella sede della Caritas dove saranno preparati e consumati i pasti principali. Il supporto dei volontari, spontanei o associazioni, è ovviamente ben accetto: chi volesse proporsi per dare un aiuto al gruppo di rifugiati potrà farlo rivolgendosi alla Caritas. (b.m.)

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