Delitto Salis, processo a ottobre

Omicidio di Maristella: rito abbreviato per Antonio Soddu e Dimitri Iacono

SASSARI. Momenti di tensione, ieri mattina nel corridoio antistante l’aula delle udienze preliminari del tribunale, dove si stava per aprire il processo in camera di consiglio a carico di Antonio Soddu di 26 anni e Dimitri Iacono di 22, che devono rispondere dell’omicidio di Agostino Salis, il cameriere di 46 anni ucciso a sprangate lo scorso febbraio nelle campagne della borgata algherese di Maristella. Quando sono passati i due imputati, alcuni amici di uno degli imputati hanno cercato di rincuorarlo, gesti di solidarietà che hanno scatenato la reazione dei parenti della vittima. Tensione rientrata dopo un vivace scambio di improperi e grazie alla presenza degli uomini della polizia penitenziaria. Un processo dall’esito comunque scontato, almeno in questa prima fase: il giudice per le udienze preliminari Giuseppe Grotteria ha infatti accolto le richieste dei difensori (Giuseppe Conti e Stefano Carboni per Soddu, Elias Vacca e Mariano Mameli per Iacono) che hanno optato per il rito abbreviato. Processo che si terrà il prossimo 30 ottobre e che vedrà l’accusa affidata al pubblico ministero Gianni Caria mentre la madre della vittima e il suo compagno si sono costituiti parte civile con l’assistenza degli avvocati Agostinangelo Marras e Mattia Doneddu. Dimitri Iacono ha inoltre annunciato che intende fare una dichiarazione spontanea in apertura di udienza di un processo che si preannuncia piuttosto rapido.

Il corpo di Agostino Salis era stato scoperto la mattina del 18 febbraio scorso in via dei lecci, una stradina che collega Fertilia, Maristella e Porto Conte. L’uomo era stato ucciso a colpi di spranga. Le indagini della polizia di stati avevano portato rapidamente a individuare le tre persone con le quali, la sera prima, Agostino Salis aveva avuto un vivace scambio di battute e con le quali si era allontanato. E a poche ore dall’inizio delle indagini erano stati fermati Antonio Soddu, Dimitri Iacono e un loro amico risultato poi estraneo all’omicidio. Un delitto assurdo, quasi senza un movente logico, quello di Agostino Salis. Che da Antonio Soddu voleva sapere il nome della persona che lo aveva (a suo dire) falsamente accusato di aver rubato un portafogli, accusa che gli era costata diversi mesi di carcere. Una discussione iniziata in un bar, poi proseguita in un circolo privato e poi in parte campagna, per quello che doveva essere un incontro definitivamente chiarificatore. Discussione poi sfociata in un delitto. Che Antonio Soddu aveva detto di non voler commettere e che anzi, aveva sostenuto, aveva avuto solo «una reazione di difesa».

Agostino Salis era stato colpito alla testa una dozzina di volte con un grosso bastone e finito con un manico di zappa in vetroresina. Arma del delitto che, su indicazione di uno degli allora indagati, era stato fatto ritrovare dai sommozzatori della polizia di stato che si erano immersi nelle acque del porto algherese. (p.s.)

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